Alessandro Infuso: natura illustrata
Alessandro Infuso e il suo universo illustrato: le sue tavole botaniche e zoologiche, rigorose e poetiche, trasformano la natura in racconto visivo.
Nel paesaggio artistico contemporaneo Alessandro Infuso si muove tra arte e scienza, con una pratica che abita il confine tra osservazione e immaginazione. L’artista opera in uno spazio creativo che oscilla tra estetica e conoscenza: illustratore, naturalista, narratore visivo, Infuso si colloca in una zona di transizione tra rigore scientifico e sensibilità artistica.
Il Triseteto – Tavola e descrizione di Alessandro Infuso – Tutti i diritti riservati
Note dal paesaggio: il Triseteto
🌿” …In questo acquerello, realizzato per illustrare i nuovi pannelli informativi dell’orto botanico di Torino, mi sono divertito a inserire molti dettagli come un quadrifoglio, piccoli insetti come una coccinella, un sirfide (un dittero i cui colori imitano un’ape), un ragnetto Thomisidae, una cavalletta, e alcuni altri animaletti. Oltre alle 27 specie vegetali ci sono 14 altre bestioline più o meno nascoste. Il triseteto. Cosa è questo sconosciuto? Si tratta di una prateria montana di buon valore foraggiero e ricca di fioriture, dominata da Trisetum flavescens, una poacea perenne. Costituisce i prati falciabili della fascia montana superiore e alpina (sopra i 1000-1200 m), sia sulle Alpi sia sugli Appennini. Questi ambienti sono ricchi di biodiversità, che ho voluto rappresentare selezionando 27 specie vegetali caratteristiche! Questi ambienti presentano una gran varietà nelle fioriture e negli aspetti paesaggistici, citiamo il Crocus in primavera, Colchicum, in autunno, due piante che ogni tanto vengono sfortunatamente confuse tra loro (il Colchicum è velenoso). Non si può non citare la bellissima Bistorta officinalis, specie edibile che tende a dominare questo ambiente assieme alle numerose specie appartenenti alla famiglia delle poaceae (graminaceae).” 🍃A. Infuso
Dalla ritrattistica iperrealista alla tavola naturalistica
Nato nel 1992 a Cuneo, figlio d’arte e oggi attivo a Busca, Alessandro Infuso ha una formazione duplice e complementare: da un lato l’Accademia di Belle Arti di Cuneo, dove ha affinato il gesto e la composizione; dall’altro l’Università di Torino, con una laurea in Scienze Naturali che ha radicato la sua arte nel terreno della conoscenza scientifica e ha affinato la sua sensibilità ecologica.
La ritrattistica iperrealista ha rappresentato il primo grande tema nel percorso artistico di Infuso, che ha rivelato fin da subito una padronanza tecnica notevole. A questa pratica, che continua ad esercitare con rigore e sensibilità, si è poi unita l’illustrazione naturalistica, ambito in cui la sua produzione ha integrato le sue competenze scientifiche con la sua visione artistica, delineando un approccio illustrativo che coniuga analisi botanica e interpretazione visiva. Le sue tavole, realizzate con varie tecniche (grafite, china, acquerello, olio…) non sono semplici riproduzioni: sono ritratti scientifici con una loro anima, dove ogni nervatura fogliare, ogni fiore, ogni seme, ogni bulbo, ogni radice racconta una storia di adattamento, bellezza e resistenza. Il lavoro di Infuso supera i confini della botanica, in quanto l’artista illustra con rigore scientifico organi e strutture animali, collaborando con pubblicazioni accademiche e divulgative. Si dedica anche alla fotografia naturalistica, grazie alla quale documenta il suo processo creativo e le specie ritratte con scatti sul campo, spesso usati come base per le illustrazioni.
Tra arte e conservazione
La sua tesi di laurea in Scienze Naturali, intitolata Conservazione delle orchidee terrestri nell’ambito del progetto Europeo LIFEorchids (LIFE17NAT/IT/000596), e dedicata alle orchidee selvatiche, ha affrontato tra gli altri anche il tema della conservazione attraverso l’illustrazione, dimostrando come l’arte possa essere strumento di sensibilizzazione ambientale. Infuso collabora con enti scientifici, parchi naturali e associazioni culturali, contribuendo a progetti che uniscono educazione, estetica e sostenibilità.
Il lavoro sul campo di Alessandro Infuso si distingue per una costante attenzione alle specie protette e per un approccio rispettoso dell’ambiente, sia nella scelta dei soggetti che nelle modalità di osservazione e documentazione. Ogni escursione, ogni appunto sul campo, ogni tavola nasce da uno sguardo che rispetta il paesaggio e ne riconosce la fragilità. Infuso osserva senza invadere, disegna senza sottrarre: le specie protette diventano protagoniste silenziose, celebrate con discrezione e rigore.

Note dal paesaggio: la Berardia lanuginosa
🌿“La Berardia lanuginosa (Lam.) Fiori, nota anche come Berardia subacaulis Vill. è un piccolo gioiello che cresce su terreni rocciosi, detrito di falda, sfasciumi e calcari in una ristretta fascia altitudinale che va dai 1500 metri ai 2500 m. Con i suoi fiori gialli che sbocciano in estate, le sue grosse e lanuginose foglie color verde acqua, le sue profondissime radici con cui si ancora al terreno friabile e arido, questa pianta resiste a condizioni dure, prosperando in aree impossibili per gran parte delle altre piante. Il genere Berardia è uno dei tre generi endemici della flora alpina e questa specie è l’unica a rappresentare il suo genere. Endemica delle Alpi Occidentali, il suo areale si estende da Bardonecchia a Ormea, dove è riuscita a trovare riparo durante le glaciazioni in piccole aree rocciose in grado di raccogliere e conservare il calore del sole.” 🍃A. Infuso
Un riconoscimento per l’eccellenza botanica
Alessandro Infuso ha vinto l’edizione 2023 del concorso per il calendario naturalistico di Cherasco, con dodici tavole dedicate alle piante spontanee commestibili del territorio cheraschese. Il sindaco di Cherasco durante la premiazione ha elogiato il livello di dettaglio dell’opera di Infuso, paragonando il suo lavoro agli erbari antichi e sottolineando la capacità dell’artista di restituire dignità scientifica e poetica alle specie locali.
Le specie alpine rare di Infuso premiate al concorso internazionale PLANTAE
Nel 2024 Infuso è stato selezionato tra i finalisti del concorso internazionale PLANTAE, ricevendo lo SBA Exhibiting Excellence Award. L’opera premiata, Selezione di Orchidee di Rocca Saben, rappresenta tre specie alpine rare: Himantoglossum hircinum, Ophrys holosericea e Dactylorhiza maculata. Il premio ha riconosciuto il valore della sua rappresentazione della flora selvatica, sottolineando l’importanza della conservazione attraverso l’arte.
Nell’edizione 2025 di PLANTAE, Alessandro Infuso è entrato nuovamente a far parte dei finalisti ed è stato premiato con lo SBA Certificate of botanical merit for an outstanding botanical piece judged by Lucy T. Smith. Il disegno premiato, dedicato alla Pedicularis comosa, è stato esposto alle Mall Galleries di Londra nell’ambito dell’edizione annuale di PLANTAE, confermando la qualità scientifica e artistica del suo lavoro.

Note dal paesaggio: la Saxifraga florulenta Moretti
🌿“Arriva la regina di tutte le piante alpine! La regina non perde occasione per sfoggiare il suo carattere tenace. Cresce su terreni verticali quasi impossibili, nelle fessure delle rocce silicee, con fiori bianchi che sembrano sfidare la gravità. Un vero simbolo di come la natura sappia adattarsi e prosperare, anche nelle condizioni più estreme. È la Sassifraga dell’Argentera (Saxifraga florulenta Moretti), una pianta tanto interessante quanto difficile da scovare, tra le immense pietraie montane.
Si trova esclusivamente nel Massiccio cristallino dell’Argentera-Mercantour , sul confine italo-francese, il che la rende una delle specie simbolo del Parco delle Alpi Marittime e del Parco del Mercantour. Perenne, vive tra i 40 ed i 75 anni, fiorendo una sola volta, nel suo ultimo anno di vita. Spesso preda dei collezionisti, la specie è oggi sotto protezione assoluta in Piemonte.” 🍃A. Infuso
Racconti di fiori: un viaggio tra le Alpi Liguri e Marittime
Nel progetto “Racconti di fiori”, presentato nel 2025 in collaborazione con il Parco del Marguareis, Infuso ha esplorato la flora spontanea delle Alpi Liguri e Marittime in una serie di tavole botaniche. Le sue illustrazioni accompagnano testi divulgativi e poetici, pensati per guidare il lettore in un viaggio immersivo tra forme, habitat e simboli vegetali. Un atlante visivo che restituisce dignità a specie spesso trascurate. Erica carnea, Calluna vulgaris, Linaria alpina: ogni pianta diventa protagonista, non solo per la sua morfologia, ma per il suo ruolo ecologico e simbolico.

Disegnare per i Kew Gardens
Tra le sue collaborazioni internazionali, si segnala quella con i Royal Botanic Gardens di Kew, dove alcune sue tavole, tra cui una raffinata rappresentazione della Fritillaria, sono state apprezzate per la loro precisione morfologica e sensibilità cromatica. Un dialogo tra arte e scienza che attraversa confini e istituzioni.
Le illustrazioni di Infuso sono pubblicate sulla rivista Curtis’s Botanical Magazine, la più antica pubblicazione botanica ancora in stampa, fondata alla fine del Settecento. La versione cartacea è in uscita in questi giorni. Maggiori informazioni sulla storia e sul profilo editoriale della rivista sono consultabili sul sito dei Kew Gardens, alla pagina dedicata.

Un atlante accurato
Il sito personale di Infuso (alessandroinfuso.com), pur nella sua sobrietà visiva, si offre come un atlante narrativo della natura: una sequenza di tavole che, nel silenzio delle didascalie, lascia parlare la forma, il ritmo e la materia di piante, insetti e altri esseri minuti. Non solo un erbario, ma un archivio visivo dove la botanica convive con la zoologia, e ogni organismo è restituito con precisione e cura.
📚 Fonti:
- Le descrizioni botaniche sono state redatte dall’artista stesso e sono qui riproposte con il suo consenso, nell’intento di preservarne l’autenticità e la voce. Ringraziamo Alessandro Infuso per la disponibilità e la cura con cui ha accompagnato la raccolta di informazioni per la realizzazione di questo articolo.
🖼️ Immagine di copertina: Il Triseteto – Tavola di Alessandro Infuso – Tutti i diritti riservati
