Utagawa Hiroshige

Natura fluttuante

L’Ukiyo-e celebra la natura come protagonista effimera, spirituale e simbolica. Paesaggi, fiori e animali evocano l’impermanenza e l’armonia. Le influenze cinesi arricchiscono tecnica e visione, creando un ponte tra culture e sensibilità.

Nel Giappone del periodo Edo, tra il XVII e il XIX secolo, fiorì un’arte che avrebbe segnato profondamente l’immaginario visivo non solo dell’Estremo Oriente, ma anche dell’Occidente: l’Ukiyo-e, le “immagini del mondo fluttuante”, basate sulla xilografia policroma.

La tecnica dell’Ukiyo-e

L’Ukiyo-e utilizza la stampa a blocchi di legno (xilografia), dove ogni colore richiede una matrice separata. Il sistema di registrazione “kento” garantisce l’allineamento preciso dei colori: questo è il metodo tradizionale giapponese di registrazione e allineamento utilizzato nella xilografia Ukiyo-e per garantire che i diversi blocchi di legno, ciascuno dedicato a un colore, si sovrappongano perfettamente durante la stampa. Il kento è ciò che rende possibile la complessità cromatica dell’Ukiyo-e, una tecnica artigianale e precisa, tramandata da generazioni di stampatori.

Il processo di realizzazione dello Ukiyo-e coinvolge quattro figure: l’artista (che disegna), l’incisore (che intaglia i blocchi), lo stampatore (che applica i colori) e l’editore (che distribuisce). Le opere vengono stampate su carta giapponese washi, (una carta tradizionale fatta a mano, prodotta in Giappone da oltre 1.300 anni) usando pigmenti naturali e inchiostri a base d’acqua.

Un’arte popolare e raffinata

Nato in una società urbana in espansione, dove i mercanti godevano di crescente prosperità, l’Ukiyo-e divenne un mezzo di espressione popolare, accessibile e raffinato, capace di raccontare il quotidiano, il teatro, la bellezza femminile e, soprattutto, la natura.

Yoshifuji Utagawa - Caccia di gruppo sotto il monte Fuji - Archivio Filari
Yoshifuji Utagawa – Caccia di gruppo sotto il monte Fuji – Archivio Filari

La natura come protagonista

La natura, in questa arte, non è mai semplice decorazione. È protagonista, simbolo, specchio dell’anima. Le stampe di Hokusai e Hiroshige, con le loro vedute del Monte Fuji, le onde impetuose, i ciliegi in fiore e le piogge leggere, non descrivono soltanto paesaggi: evocano emozioni, stagioni interiori, riflessioni sul tempo che passa.

Egret in Iris and Grasses – print by Utagawa Hiroshige (MET, JP248)- circa 1837 – CC0, via Wikimedia Commons

Il concetto buddista di mujō, l’impermanenza, si riflette nella scelta di soggetti effimeri: un fiore che sboccia, una gru che vola, una nevicata che avvolge il villaggio. Ogni immagine è un invito alla contemplazione, un frammento di bellezza destinato a svanire.

Le radici cinesi dell’Ukiyo-e

L’Ukiyo-e non nasce dal nulla. Le sue radici affondano nella pittura narrativa dell’epoca Heian e nello stile decorativo del periodo Momoyama, ma anche, e in modo sorprendente, nell’arte cinese. Già durante la dinastia Song meridionale (1127–1279), gli artigiani cinesi sperimentavano la stampa xilografica a colori. Le stampe cinesi, in particolare quelle provenienti da Suzhou, influenzarono profondamente gli artisti giapponesi, che ne ammiravano la raffinatezza e la composizione. Anche il disegno prospettico, introdotto in Cina dai missionari gesuiti, arrivò in Giappone attraverso queste stampe, contribuendo a innovare la rappresentazione dello spazio nell’Ukiyo-e.

Chikanobu Yoshu (scuola Utagawa), Yamashiro, fiori al padiglione d’oro, la principessa Yuki (1884) Archivio Filari

Durante il periodo Edo, tra il XVII e il XIX secolo, la cultura cinese era ben radicata nell’educazione giapponese. I classici della letteratura cinese, illustrati con xilografie, erano letti e studiati, e molti artisti giapponesi si ispirarono a racconti come I Tre Regni e I Briganti del Liangshan. Utagawa Kuniyoshi, ad esempio, creò una celebre serie di stampe dedicate agli eroi del Water Margin, reinterpretandoli con gusto teatrale e ironico. Anche Hokusai e Hiroshige incorporarono elementi cinesi nelle loro opere, come poesie in lingua cinese accanto a immagini di fiori e uccelli.

Utagawa Kuniyoshi, 1842, Public domain, via Wikimedia Commons

Kachō-ga: fiori e uccelli come poesia visiva

Il sottogenere del Kachō-ga, dedicato a fiori e uccelli, incarna questa sensibilità con eleganza. Un ramo di pruno, un passero, uno spazio vuoto: tutto è calibrato per suggerire armonia e silenzio. La natura diventa poesia visiva, e ogni elemento ha un significato: il ciliegio è la giovinezza che sfiorisce, la gru è la longevità, il pino è la resistenza. Queste immagini non sono solo estetiche, ma spirituali, radicate nella visione shintoista che vede il divino (kami) in ogni aspetto naturale.

Titmouse and Camellias (right), Sparrow and Wild Roses (center), and Black-naped Oriole and Cherry Blossoms (left) – print by Utagawa Hiroshige (MET, JP2495) 1833 circa), CC0, via Wikimedia Commons

L’eredità dell’Ukiyo-e in Occidente

Con l’apertura del Giappone all’Occidente, l’Ukiyo-e influenzò profondamente gli artisti europei. Monet, Van Gogh, Toulouse-Lautrec ne furono affascinati. Le composizioni asimmetriche, le prospettive audaci, l’uso del colore divennero elementi chiave dell’Impressionismo e dell’Art Nouveau. Così, un’arte nata per il mercato urbano di Edo divenne ponte tra culture, linguaggi, visioni.

Chikanobu Yoshu, Scuola Utagawa, Sanuki la lana sopra Kotoiki, la prinicpessa Shiranui suona il koto per Butada (1884) – Archivio Filari

Il valore della bellezza effimera

Oggi, le stampe Ukiyo-e sono conservate nei musei di tutto il mondo, studiate, ammirate, reinterpretate. Ma il loro messaggio resta intatto: la bellezza è ovunque, soprattutto nella natura. Basta saperla vedere, anche solo per un istante.

📚 Fonti:

  • Fiorillo, J. (n.d.).
    Viewing Japanese Prints: Kento (guide mark).
    Il sito spiega che il kento è composto da due intagli guida: il kagi kento (a forma di L) e il hikitsuke kento (una linea retta), scolpiti nel blocco principale. Questi segni permettono di allineare con precisione la carta su ogni blocco, garantendo la registrazione perfetta dei colori. È una tecnica essenziale per la stampa policroma giapponese, tramandata da generazioni di artigiani.
  • JAPAN HOUSE Los Angeles. (n.d.).
    The Process of Woodblock Printing.
    La fonte descrive dettagliatamente il processo collaborativo dell’Ukiyo-e: l’artista crea il disegno, l’incisore intaglia i blocchi di ciliegio, lo stampatore applica gli inchiostri naturali su carta washi, e l’editore coordina produzione e distribuzione. Ogni colore richiede un blocco separato, e il sistema di registrazione kento garantisce l’allineamento perfetto.
  • Boyer, R. L. (2020).
    Impermanence in Life and Art: The Expression of Mujō in Japanese Aesthetics.
    Questo saggio descrive come il concetto buddista di impermanenza (mujō) si rifletta nelle estetiche giapponesi tradizionali — come wabi, sabi e mono no aware — e nella rappresentazione di soggetti naturali effimeri. L’autore analizza come la transitorietà sia celebrata nell’arte visiva e nella poesia, e come essa influenzi la percezione della bellezza nel Giappone classico.
  • Akagi, M. (2023).
    China in Ukiyo-e. RoYuMi – Japan Hub.
    L’articolo spiega come gli artigiani cinesi iniziarono a sperimentare la stampa xilografica a colori già durante la dinastia Song meridionale (1127–1279). Le stampe provenienti da Suzhou influenzarono profondamente gli artisti giapponesi, sia per la tecnica che per la composizione. Inoltre, il disegno prospettico, introdotto in Cina dai missionari gesuiti, arrivò in Giappone attraverso queste stampe, contribuendo a innovare la rappresentazione dello spazio nell’Ukiyo-e.
  • Tanabe, H. (2021).
    Transmission and Kachō-e: Birds, Flowers, and Tradition. Asian Art and Architecture – Connecticut College.
    L’articolo narra come le stampe Kachō-e (o Kachō-ga), raffiguranti fiori e uccelli, siano espressione di una tradizione artistica che unisce naturalismo e spiritualità. Le composizioni minimaliste, con sfondi neutri e soggetti stagionali, evocano emozioni e riflessioni legate alla bellezza effimera e all’armonia. Il testo sottolinea anche il legame con la visione shintoista della natura come manifestazione del divino.
  • Dans le Gris. (n.d.).
    Japonisme: How Japanese Art Inspired Monet, Van Gogh, and Western Art.
    Questo articolo racconta come le stampe Ukiyo-e abbiano rivoluzionato la visione artistica di Monet, Van Gogh e Degas. Le composizioni asimmetriche, i colori piatti e le prospettive non convenzionali introdussero un nuovo modo di vedere lo spazio e la natura, influenzando profondamente l’Impressionismo e il Post-Impressionismo. Monet collezionò centinaia di stampe giapponesi e Van Gogh copiò e reinterpretò opere di Hiroshige ed Eisen.
  • Library of Congress. (n.d.).
    The Floating World of Ukiyo-e: Images and Literary Sources.
    Mostra digitale che illustra le connessioni tra arte, letteratura e natura nell’Ukiyo-e, con esempi di opere ispirate a miti e paesaggi.
  • Sakai, K. (2024).
    Landscapes in Ukiyo-e: From France to the United States. Arcadia.
    Analisi dell’influenza dell’Ukiyo-e sui paesaggisti europei e americani, con focus su Hokusai e Hiroshige.
  • Art on Words. (2023).
    Ukiyo-e: The Floating World of Japanese Art Prints and Its Symbolism.
    Articolo divulgativo che esplora il simbolismo della natura nell’Ukiyo-e, con esempi di fiori, animali e paesaggi.
  • Takahashi, S. (2016).
    A history and some aspects of Chinese illustrated books. Keio University.
    Il saggio descrive come le illustrazioni xilografiche cinesi, in particolare quelle del San Cai Tu Hui, siano state adattate in Giappone come Wa-Kan San Sai Zue e utilizzate in contesti educativi, influenzando la formazione visiva degli artisti Ukiyo-e.
  • Forte di Bard – Stilearte

🖼️ Immagine di copertina: Oeuvre d’Utagawa Hiroshige (1797-1858) 1852 (particolare). Estampe polychrome (gravure sur bois) pour éventail (uchiwa-e) Éditeur : Enshûya Matabei Collection Georges Leskowicz – Jean-Pierre Dalbéra, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

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