I narcisi a Warley Place

I narcisi a Warley Place raccontano la visione di Ellen Willmott: giardini naturalistici, spedizioni botaniche, collezioni, ambizioni smisurate e il magnifico fallimento di “The Genus Rosa”.

Esistono oltre cinquanta piante dedicate a Ellen Ann Willmott o al suo giardino, Warley Place. Tra le specie intitolate direttamente a lei figurano l’arbusto asiatico Corylopsis willmottiae, il Ceratostigma willmottianum, la piccola rosa selvatica Rosa willmottiae e l’Eryngium giganteum ‘Miss Willmott’s Ghost’. Tra le piante che portano il suo nome anche un bell’ibrido di tea, Ellen Willmott, a fiore semplice, introdotto nel 1935 da Archer.

Dietro questi nomi c’è una botanica attiva tra l’epoca tardo vittoriana ed edoardiana: mecenate, collezionista, autrice del monumentale The Genus Rosa, una delle più ambiziose monografie dedicate al genere Rosa, e proprietaria di giardini celebri in Inghilterra, Francia e Italia.

Ma chi era Ellen Willmott, abbastanza riconosciuta da entrare nella nomenclatura botanica e così influente da lasciare un segno nella storia dei giardini europei?

Ellen Willmott a Warley Place

Ellen Ann Willmott (1858–1934) nacque a Heston, nel Middlesex, e crebbe in una famiglia benestante e appassionata di giardinaggio. Nel 1875 si trasferì con i genitori e le sorelle a Warley Place, nell’Essex, una proprietà di trentatré acri che sarebbe rimasta il centro della sua vita.

Warley garden in spring and summer – RHS digital collection – No known copyright restrictions – Public domain

La famiglia sviluppò il giardino a Warley Place progressivamente, trasformandolo in un luogo articolato e sperimentale. Il giardino alpino fu uno degli interventi più caratteristici: Ellen lo progettò per il suo ventunesimo compleanno, ricavando una gola artificiale e un ampio giardino roccioso che permettevano di coltivare specie montane in condizioni controllate. Nel tempo Warley Place si arricchì di serre, un sistema di irrigazione, un piccolo lago navigabile e un’area vetrata per la coltivazione delle felci. Ellen Willmott piantava a Warley Place ampie distese di bulbi disposte in masse morbide, pensate per imitare la crescita spontanea, in linea con la visione naturalistica del giardino di William Robinson. A Warley Place Ellen coltivò più di centomila specie e cultivar, impiegando oltre cento giardinieri. Nel tempo la proprietà purtroppo cadde in rovina: la casa fu demolita nel 1939 e una parte del terreno è oggi una riserva naturale gestita dall’Essex Wildlife Trust.

Walled Garden Warley Place by Glyn Baker, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Le spedizioni botaniche

La ricchezza di Ellen Willmott proveniva in gran parte dall’eredità lasciatale dalla madrina, Helen Tasker, e le consentì di finanziare attività legate alla botanica. Con queste risorse sostenne diverse spedizioni, soprattutto in Asia e in Medio Oriente, affidandosi a esploratori professionisti. Il più importante fu Ernest Henry Wilson, che introdusse in Europa numerose specie raccolte in Cina e dedicò a Ellen diverse piante.

Le spedizioni permisero a Warley Place di arricchirsi di nuove piante, spesso rare o non ancora acclimatate nei giardini europei, consolidando il ruolo di Ellen nella botanica internazionale.

Gli acquerelli di Alfred Parsons

Tra le testimonianze più preziose su Warley Place ci sono gli acquerelli di Alfred Parsons, realizzati tra il 1890 e il 1908. Parsons frequentò il giardino e illustrò molte delle piante che lo popalvano, restituendo la struttura dei fiori, le variazioni cromatiche e l’aspetto delle cultivar più rare.

Le sue tavole, oggi conservate alla Lindley Library di Londra, costituiscono una documentazione visiva fondamentale del giardino.

Acquerello di Warley Place di Alfred Parsons – Alfred Parsons, Public domain, via Wikimedia Commons

Riconoscimenti ufficiali

Quando la Royal Horticultural Society istituì la Victoria Medal of Honour, nel 1897, scelse sessanta figure che rappresentavano l’eccellenza dell’orticoltura britannica. Era un elenco vasto, fatto di giardinieri, botanici, collezionisti, uomini che avevano segnato la disciplina. In mezzo a quei nomi, solo due donne: Ellen Willmott e Gertrude Jekyll. Il riconoscimento nasceva come omaggio ai sessantatré anni di regno della regina Vittoria, ma finì per registrare anche il fatto che in quel momento, nel mondo del giardinaggio inglese, nessuna altra donna aveva un ruolo paragonabile al loro.

Nel 1904 Ellen Willmott fu tra le prime donne ad essere ammesse come membri effettivi della Linnean Society, una delle più antiche istituzioni scientifiche britanniche dedicate allo studio della botanica e della zoologia. L’ingresso come membro effettivo permetteva di partecipare alle riunioni, presentare ricerche e contribuire alla vita scientifica della società, in un momento in cui l’accesso alle donne in questa istituzione era ancora un fatto eccezionale.

Collaborò inoltre con il Shakespeare Birthplace Trust, offrendo consulenza botanica per l’Anne Hathaway’s Cottage, la casa natale della moglie di Shakespeare a Shottery, dove il Trust stava ricostruendo un giardino rurale ispirato ai cottage gardens storici.

I narcisi

Alla fine dell’Ottocento Ellen Willmott fu una delle figure decisive nella rinascita del narciso, quando la specie stava tornando al centro dell’orticoltura britannica. A Warley Place coltivava centinaia di varietà, lasciandole naturalizzare nei prati per osservare come le popolazioni si modificassero nel tempo e come le variazioni spontanee potessero suggerire nuove selezioni. Il suo lavoro la portò nel Narcissus Committee della Royal Horticultural Society, il gruppo che all’epoca definiva criteri, classificazioni e standard per le nuove cultivar di narciso. Le sue collezioni divennero un riferimento per la classificazione e la valutazione delle nuove cultivar.

Narcisi a Warley Place, fotografia di Ellen Willmott – The Garden: An Illustrated Weekly Journal of Gardening in All Its Branches. Vol. 51. London, 1871. https://www.biodiversitylibrary.org/page/24648569. La dicitura “London, 1871” presente nella citazione consigliata dalla Biodiversity Heritage Library si riferisce all’anno di fondazione della rivista, non alla data dello scatto.  La foto in realtà è stata pubblicata su The Garden nel 1897. Pubblico dominio.

I narcisi erano tra le sue collezioni più preziose, e non stupisce che li proteggesse con attenzione. Alla fine del XIX secolo le varietà rare circolavano in quantità limitate, i bulbi avevano un valore elevato e il furto nei giardini privati era tutt’altro che raro. A Warley Place si dice che avesse installato piccoli dispositivi per scoraggiare gli intrusi e che fosse particolarmente vigile quando le varietà più pregiate erano in fiore: dicerie che riflettono più la fama della sua collezione che un carattere eccentrico. In realtà la sua cautela era condivisa da molti collezionisti dell’epoca, per i quali i bulbi rappresentavano anni di selezione, scambi e osservazioni.

H.G. Moon, Narcissus ‘Ellen Willmott’ in The Garden, vol. 52, 31 luglio 1897. Scansione da Biodiversity Heritage Library. The Garden: An Illustrated Weekly Journal of Gardening in All Its Branches. Vol. 52. London, 1871. https://www.biodiversitylibrary.org/page/24647249. Pubblico dominio.

Oggi Warley Place è una riserva naturale, e in primavera i narcisi fioriscono in migliaia, ricoprendo prati e margini boschivi: una traccia delle collezioni che Ellen Willmott aveva curato con tanta dedizione.

I giardini all’estero: Francia e Italia

La ricchezza ereditata dalla madrina permise a Ellen Willmott anche di acquistare due proprietà fuori dal Regno Unito. La prima, nel 1890, fu una tenuta in Francia, lo Château de Tresserve, vicino ad Aix-les-Bains, oggi perduta. La seconda fu una proprietà a Ventimiglia, Villa Boccanegra, acquistata nel 1905, dove Ellen sviluppò un giardino mediterraneo affacciato sul mare. A Ventimiglia frequentò Villa Hanbury, dove era spesso ospite di Lady Dorothy Hanbury. La Mortola degli Hambury era allora uno dei giardini più influenti d’Europa, e Willmott vi trovò un ambiente affine alle sue passioni botaniche: scambiava piante e contribuiva alle discussioni che animavano la vita di Villa Hambury.

Il giardino italiano di Ellen divenne un luogo di acclimatazione per molte delle piante introdotte dalle spedizioni botaniche che finanziava, e contribuì a consolidare la sua rete di relazioni con orticoltori e botanici europei. Negli ultimi anni, le difficoltà economiche la costrinsero a vendere sia la proprietà francese sia quella italiana, ma il giardino di Ventimiglia rimane uno dei capitoli più interessanti della sua attività fuori dall’Inghilterra.

La corrispondenza con Georgiana Tufnell

Negli ultimi anni, grazie alle nuove fonti rese note da Sandra Lawrence nel libro Miss Willmott’s Ghosts (2022) e alla ricostruzione della Royal Horticultural Society, è emersa la corrispondenza tra Ellen Willmott e Georgiana “Gian” Tufnell, dama di compagnia della principessa Mary Adelaide of Cambridge, la duchessa di Teck. Le lettere testimoniano un legame affettivo intenso tra Ellen e Gian, interrotto bruscamente quando quest’ultima si fidanzò con un uomo.  Secondo la Lawrence, l’assenza di Ellen Willmott alla cerimonia di conferimento della Victoria Medal of Honour nel 1897 va letta alla luce di questa rottura, avvenuta proprio in quel periodo. Un episodio personale che, non potendo essere reso pubblico, fu interpretato come un gesto di scortesia, contribuendo a consolidare la sua reputazione di donna difficile. È un capitolo della sua biografia che restituisce la dimensione di una vita vissuta in un contesto sociale restrittivo.

Il magnifico fallimento – The Genus Rosa

The Genus Rosa fu il forse progetto più ambizioso di Ellen Willmott e, allo stesso tempo, quello che contribuì in modo decisivo alla sua rovina. Prima ancora di diventare un peso, il libro nacque come gesto di bellezza e di ambizione: il tentativo di fissare su carta la complessità del genere Rosa, di collaborare con Alfred Parsons per creare un’opera illustrata che avesse la stessa forza delle tavole di Redouté, ma con un respiro moderno, più ampio, più totale. Era un libro immaginato come un monumento, un oggetto capace di mescolare l’arte con il giardino.

Ellen Ann Willmott, The Genus Rosa, J. Murray, London, 1910–1914. Rosa dupontii – Alan Parsons – Digitalizzazione disponibile su Internet Archive.

I costi di produzione furono astronomici per vari fattori: la carta pesante, le cromolitografie di Parsons, i fascicoli stampati in tirature limitate, le spedizioni postali ripetute. La tiratura fu un fallimento: poche copie vennero acquistate, molte furono regalate nel tentativo di sostenere la circolazione dell’opera. Le tensioni con l’editore aumentarono man mano che le spese superavano le entrate, e il progetto divenne un impegno finanziario insostenibile. Per coprire i debiti, Ellen iniziò a vendere proprietà, licenziare giardinieri, ridurre le attività dei suoi giardini. Il libro, pensato come monumento alla bellezza, finì per pesare troppo: un oggetto enorme, difficile da maneggiare, che rifletteva la stessa grandezza e lo stesso eccesso che forse caratterizzava Ellen. Nel suo splendore c’era già l’ombra del fallimento.
Il libro è stato recentemente tradotto in italiano.

Gli ultimi anni

Negli ultimi anni la vita di Ellen Willmott si fece sempre più fragile. Le spese sostenute per i giardini, le proprietà e le sue imprese botaniche avevano eroso quasi completamente la sua fortuna, e Warley Place si svuotò lentamente. L’isolamento aumentò: le tensioni con collaboratori e istituzioni, le dispute pubbliche e alcune eccentricità  contribuirono a costruire un’immagine della Willmott come figura difficile, ma erano soprattutto i segni di una vita che si stava sgretolando sotto il peso dei debiti.

Nel 1934, ormai sola e in condizioni economiche precarie, Ellen morì in una piccola casa in affitto a Brentwood. Warley Place era già in rovina, e gran parte della sua collezione botanica era andata perduta.

Una donna troppo grande per il suo tempo

La figura di Ellen Willmott era difficile da contenere nelle convenzioni del suo tempo. Geniale e brillante, ma anche esigente e dura. Pretendeva standard altissimi in un mondo che non era abituato a vederli incarnati da una donna. Alle durezze del carattere si aggiungevano le spese smisurate. Visionaria e criticata, gli ultimi anni furono segnati da eccentricità, episodi che hanno alimentato un’immagine caricaturale della Willmott.

Attorno a lei non mancavano le leggende: una riguardava i semi di Eryngium giganteum, i “Miss Willmott’s Ghosts”, che si diceva che la Willmott spargesse di nascosto nei giardini altrui. Un mito che ha contribuito alla sua fama di eccentrica.

La disputa del 1914 con E.A. Bowles (autore e giardiniere influente dell’epoca), ricostruita da Sandra Lawrence sulla base dei commenti critici di Bowles sui giardini rocciosi, contribuì a consolidare la percezione di Willmott come figura combattiva negli ambienti orticoli. Questo rese ancora più evidente quanto la sua personalità eccedesse i confini culturali dell’epoca.

Oggi, quando i narcisi tornano a fiorire a Warley Place, non ricordano la sua grandezza né le sue cadute: ricordano soltanto una donna che ha cercato la bellezza con un’intensità rara, e che nei giardini ha lasciato la traccia più sincera di sé.

La sua è stata una vita piena, contraddittoria, luminosa e inquieta: una storia che appartiene a un’altra epoca, ma che conserva ancora oggi la forza di un racconto cinematografico. Dei suoi giardini non resta quasi nulla; restano le immagini, le tavole, le piante che portano il suo nome e la sensazione di una donna che ha vissuto le sue passioni senza mezze misure.

📚 Fonti:

🖼️ Immagine di copertina: Narcisi a  Warley Place #6 by Robert Lamb, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

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