Pavia e i suoi giardini della conoscenza

Un percorso tra l’Orto Botanico e i giardini del Collegio Borromeo per raccontare come Pavia abbia dato valore, nei secoli, a natura, ricerca e formazione, attraverso luoghi che conservano la storia scientifica e paesaggistica della città.

Pavia è una delle più antiche città universitarie italiane: il suo ateneo, fondato nel 1361 dall’imperatore Carlo IV, ha modellato nei secoli la vita culturale e istituzionale della città, dando forma a un sistema di luoghi dedicati allo studio. In questo contesto, giardini e architetture diventano spazi in cui la formazione si accompagna all’osservazione e alla cura del paesaggio.

Origini e sviluppo dell’Orto Botanico

L’Orto Botanico, affacciato su via Sant’Epifanio e riconoscibile per l’edificio neoclassico progettato da Giuseppe Piermarini, fu istituito nel 1773 per volontà di Maria Teresa d’Austria nell’ambito della riorganizzazione dell’Università. In quegli anni l’ateneo pavese venne profondamente rinnovato dal governo asburgico, con nuove cattedre, laboratori e strutture dedicate alla didattica sperimentale.

La fondazione dell’orto rispondeva a esigenze precise: offrire agli studenti di medicina, botanica e farmacia un luogo in cui osservare direttamente le piante, studiarne le proprietà e applicare i criteri di classificazione allora in via di definizione. L’impianto originario, con aiuole sistematiche e serre destinate alle specie utili, rifletteva l’approccio illuminista alla conoscenza naturale. Nel corso dell’Ottocento l’orto si ampliò con nuove serre e collezioni esotiche, arricchendosi di specie tropicali e di alberi monumentali che ancora oggi caratterizzano il giardino. In questi anni si consolidò anche il suo ruolo scientifico e didattico, in dialogo con il Museo di Storia Naturale, fino a diventare uno dei principali centri botanici dell’Italia settentrionale.

Il recente restauro dell’orto botanico

Negli ultimi anni l’Orto Botanico è stato oggetto di un importante intervento di restauro e valorizzazione che ne ha trasformato l’aspetto e la fruibilità. Il progetto, coordinato dall’Università di Pavia e finanziato con 2 milioni di euro del PNRR, ha interessato sia le strutture storiche sia le collezioni vegetali. Una parte significativa dei lavori ha riguardato le Serre Scopoliane, cuore scientifico dell’Orto, riportate alla piena funzionalità per ospitare le collezioni tropicali e subtropicali.

Orto botanico – Il vigneto proibito (Archivio Filari)

Sono stati restaurati anche diversi elementi architettonici di pregio: l’Edicola del 1818 dedicata a Francesco I d’Austria, le storiche fontane del Tritone, delle Rane e di Scopoli, e lo storico ingresso di via Sant’Epifanio, con il recupero della scalinata in pietra.

Archivio Filari

Parallelamente è stato avviato un rinnovamento delle collezioni botaniche. Sono nate nuove sezioni (un Irideto, una Torbiera per le piante carnivore e un Bambuseto) che ampliano la varietà ecologica del giardino. Le collezioni storiche sono state arricchite con antiche cultivar di azalee, rose, ortensie, camelie, bulbose e piante acquatiche, restituendo profondità alle fioriture stagionali e continuità alla tradizione ottocentesca dell’Orto.

 

Orto Botanico – L’irideto (Archivio Filari)

L’intervento ha riguardato anche l’aggiornamento degli impianti, l’accessibilità e la sicurezza, restituendo all’Orto il ruolo di giardino scientifico vivo, capace di coniugare ricerca, didattica e bellezza. La riapertura del 2025 ha segnato l’inizio di una nuova stagione per uno dei giardini storici più importanti della Lombardia, oggi nuovamente al centro dell’attenzione culturale e botanica.

L’Orto Botanico: un laboratorio di scienza all’aria aperta

Tra gli esemplari più significativi dell’Orto Botanico spicca il Ginkgo biloba, messo a dimora alla fine del Settecento e oggi riconosciuto come albero monumentale della Lombardia. La sua presenza testimonia la continuità delle attività scientifiche svolte nell’orto fin dalle origini e rappresenta un riferimento storico per gli studi botanici condotti a Pavia.

Oggi l’Orto Botanico svolge funzioni di ricerca, conservazione e divulgazione. Le collezioni sono utilizzate per la didattica universitaria, per programmi di conservazione ex situ e per attività rivolte al pubblico, in linea con il ruolo dell’Orto all’interno del Sistema Museale di Ateneo. L’orto collabora inoltre con la Riserva naturale Bosco Siro Negri, contribuendo allo studio e alla tutela della biodiversità vegetale locale. Accanto al valore scientifico, il giardino offre uno spazio di osservazione del paesaggio vegetale: le fioriture stagionali, gli arboreti impostati nel Settecento e le collezioni esotiche introdotte tra Sette e Ottocento permettono di seguire da vicino la varietà delle forme e dei cicli delle piante.

Orto botanico – Le pergole davanti alle Serre Scopoliane (Archivio Filari)

L’Orto Botanico è anche un luogo in cui si legge la storia della botanica come disciplina. Le aiuole sistematiche, impostate nel Settecento per illustrare i criteri di classificazione allora in uso, mostrano ancora oggi il passaggio dai sistemi artificiali a quelli naturali, fino alle tassonomie contemporanee. Le collezioni storiche, in particolare quelle delle piante medicinali e delle specie utili, ricordano il legame originario dell’orto con la formazione dei medici e dei farmacisti, mentre le serre testimoniano l’apertura dell’ateneo ai circuiti scientifici europei attraverso lo scambio di semi e piante esotiche.

Orto Botanico – Felberg’s Rosa Druschki (Archivio Filari)

Camminare nell’orto significa attraversare secoli di ricerca: la struttura del giardino, gli edifici, le serre e le collezioni conservano tracce delle domande scientifiche che hanno guidato generazioni di studiosi, rendendo l’Orto Botanico un archivio vivente della storia naturale e della storia dell’Università di Pavia.

Il Collegio Borromeo: geometrie che educano lo sguardo

Se l’Orto Botanico rappresenta la dimensione sperimentale della conoscenza, i giardini del Collegio Borromeo mostrano come il paesaggio possa essere anche un luogo di rappresentazione e di misura. Poco distanti dall’Orto, offrono un’esperienza completamente diversa. Fondato nel 1561 da Carlo Borromeo e progettato da Pellegrino Tibaldi, il collegio è uno dei più antichi d’Italia. Il suo giardino formale, con siepi geometriche e prospettive rigorose, è l’estensione naturale dell’architettura rinascimentale: qui la natura è interpretata e ordinata, parte di un percorso educativo che per secoli ha modellato la vita collegiale.

Collegio Borromeo – Il giardino all’italiana (Archivio Filari)

Le geometrie del giardino riflettono un’idea di disciplina che si traduce in un paesaggio mentale prima ancora che fisico. Accanto al giardino formale, il complesso comprende anche un giardino all’inglese ottocentesco, testimonianza della stratificazione storica del Collegio.

Gli Horti

Gli Horti nascono come estensione del giardino storico del Collegio Borromeo, in un’area che nel corso dei secoli ha cambiato più volte funzione: orti produttivi, spazi di servizio, giardino all’inglese ottocentesco, fino agli interventi paesaggistici contemporanei. La trasformazione recente ha restituito continuità a questa storia, convertendo un settore marginale in un paesaggio pubblico e formativo, aperto alla città.

Oggi gli Horti riuniscono stratificazioni diverse: il disegno formale cinquecentesco, il giardino romantico ottocentesco e una serie di interventi contemporanei che introducono nuovi linguaggi del paesaggio. Installazioni artistiche, percorsi tematici, aree dedicate alla biodiversità e spazi per attività culturali trasformano il giardino in un laboratorio di relazione tra natura, arte ed etica.

Questa evoluzione riflette la missione del Collegio, che considera il paesaggio parte integrante della formazione: un luogo in cui osservazione, cura e responsabilità diventano pratiche quotidiane.

Una città che continua a imparare dai suoi giardini

Oggi i giardini di Pavia sono vivi: ospitano studenti, ricercatori, visitatori, eventi culturali. Sono luoghi che continuano a insegnare, ciascuno a modo suo. L’Orto Botanico invita a osservare da vicino la complessità del mondo vegetale; il Collegio Borromeo educa lo sguardo attraverso la forma; gli Horti sperimentano nuovi modi di abitare il paesaggio.

Non semplici cornici, ma spazi in cui studio e ambiente sono cresciuti insieme, trasformando la città in una mappa vivente della relazione tra paesaggio e sapere.

 

📚 Fonti:
Università di Pavia. (2026). Orto Botanico – Università di Pavia. Sistema Museale di Ateneo.
https://ortobotanico.unipv.euSito ufficiale dell’Almo Collegio Borromeo
Informazioni istituzionali, storia, finalità, attività culturali, contatti.Sito ufficiale Horti (Fondazione Collegio Borromeo)
Approfondimenti su attività culturali, eventi, progetti etici e sociali.🖼️ Immagine di copertina: Orto Botanico – Archivio Filari

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