Isola Bella

Un eden barocco sul Lago Maggiore

L’Isola Bella si racconta come un giardino sospeso tra acqua e storia: sontuose terrazze, piante esotiche e memorie barocche si intrecciano in un eden poetico sul Lago Maggiore, dove la natura diventa arte e il tempo resta incantato.

L’Isola Bella fiorisce sul Lago Maggiore come un arzigogolo barocco, scolpito nel corso del Seicento dalla famiglia Borromeo. Da semplice scoglio roccioso l’isola è stata trasformata in una sontuosa residenza circondata da giardini scenografici, immaginata e progettata come un vascello ancorato nel lago: prua di pietra, poppa di verzura.

Il progetto vide la luce nel 1632 con Carlo III Borromeo, che desiderava dedicare l’isola alla moglie Isabella D’Adda. Vitaliano VI ne proseguì l’opera, approfittando del microclima lacustre, ottimale per le coltivazioni.

Isola Bella - Pavone bianco
Isola Bella – Archivio Filari

Dieci terrazze digradano verso l’acqua, ornate di statue e fontane, incorniciando il Teatro Massimo, dove l’unicorno araldico dei Borromeo si libra cavalcato da Eros. Nei dintorni, il Giardino d’Amore accoglie ninfee, agrumi in fiore e siepi di bosso scolpite con geometrica pazienza nel giardino all’italiana. Le terrazze si accendono in primavera con rododendri, rose rampicanti, azalee e magnolie. La collezione estiva di Coleus risplende come broccato vegetale, in tinte di porpora e smeraldo. Tra gli animali ornamentali spiccano oggi i pavoni bianchi e la rara presenza del pipistrello Myotis capaccinii.

Isola Bella
Isola Bella – Archivio Filari

Un gesto audace segnò la nascita dell’isola giardino: tonnellate di terra fertile vennero trasportate a bordo di barconi dalle sponde del lago fin sull’isola, per coprire la roccia nuda e creare un substrato adatto allo sviluppo della vegetazione. Prese vita così una rivoluzione paesaggistica, che fondeva ingegno idraulico e arte. La Torre della Noria, progettata per pompare acqua e irrigare il giardino, è un esempio della armoniosa sinergia tra natura, architettura e sapere tecnico.

Tra le piante monumentali oggi spicca il Cinnamomum camphora, piantato nel 1819, citato anche da Antonio Fogazzaro nel romanzo Piccolo mondo antico. Nell’opera di Fogazzaro, l’isola diventa luogo di riconciliazione, riflessione e sottolinea il passaggio tra antico e moderno di cui l’albero monumentale è testimone silenzioso.

L’Isola Bella ha ospitato figure illustri, come Napoleone Bonaparte e Giuseppina di Beauharnais, che vi soggiornarono nel 1797 accompagnati da un seguito di sessanta persone. La Sala di Napoleone conserva ancora l’arredamento in stile Impero, con letto a baldacchino in damasco e raso, decorazioni in seta e fili d’argento, e un lampadario in vetro di Murano.

Isola bella - Colocasia esculenta
Isola bella – Colocasia esculenta – Archivio Filari

Oggi, il giardino è curato da giardinieri specializzati sotto la supervisione della famiglia Borromeo e del Circuito Museale delle Isole Borromee. Ogni stagione rivela un volto diverso: la primavera è vibrante, l’estate profumata, l’autunno dorato, l’inverno avvolto nel silenzio. L’Isola Bella è giardino e memoria, racconto vivente di una natura da sfogliare, petalo dopo petalo, e che in ogni stagione regala un’esperienza diversa al visitatore.

📚 Fonti

🖼️ Immagine di copertina: Isola Bella, Archivio Filari

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