L’isola delle piogge
Un viaggio nell’isola di Yakushima, dove piogge incessanti nutrono foreste millenarie e alberi sacri come lo Jōmon Sugi. Un racconto tra botanica, spiritualità e paesaggi primordiali che resistono al tempo e all’oblio.
Tra i rilievi nebbiosi e le umide foreste dell’isola di Yakushima, nell’estremo sud del Giappone, crescono gli yakusugi: alberi antichissimi appartenenti alla specie Cryptomeria japonica.
Yakushima è molto più di un’isola: è un laboratorio vivente di biodiversità. Situata circa 60 km a sud della prefettura di Kagoshima, Yakushima ospita una straordinaria varietà di ambienti che vanno dalle foreste subtropicali costiere fino alle conifere subalpine che si trovano a oltre i 1.800 metri di quota. E’ una delle zone più piovose del Giappone. Questo clima estremo è dovuto alla combinazione di rilievi montuosi molto alti (come il Miyanoura-dake, 1.936 m) e alla corrente calda Kuroshio, che porta umidità subtropicale tutto l’anno.

La pioggia incessante ha modellato il paesaggio: ha scavato gole profonde, alimentato oltre 150 fiumi e creato le condizioni ideali per la crescita di muschi, felci e cedri millenari. La pioggia è anche ciò che rende la foresta di Yakushima così lussureggiante, misteriosa e viva.

La stratificazione verticale della vegetazione, unica al mondo per continuità e ricchezza, ha attirato l’attenzione di botanici e naturalisti fin dal XIX secolo.
Oltre ai celebri yakusugi, l’isola ospita oltre 1.900 specie vegetali, molte delle quali endemiche, e una fauna unica come il cervo yaku (Cervus nippon yakushimae) e la scimmia yaku (Macaca fuscata yakui), adattati a vivere in ambienti estremi. È anche il più importante sito di nidificazione per la tartaruga marina Caretta caretta nel Pacifico settentrionale.
Tornando agli alberi millenari, il nome è un’unione di sugi, cioè “cedro” in giapponese, e yaku, che richiama l’isola stessa. Si tratta di individui straordinari per età e dimensioni, ricoperti di muschi e spesso immersi in una nebbia costante che ne rafforza il fascino arcaico.

Per essere riconosciuto come yakusugi, un esemplare di Cryptomeria japonica deve avere almeno un millennio di vita. Alcuni alberi, però, spingono questa soglia ben oltre. Il più iconico è il Jōmon Sugi, la cui età è stimata tra 2.000 e 7.000 anni: una presenza vegetale tanto imponente da evocare epoche remote. Il suo stesso nome richiama la cultura preistorica Jōmon, come a suggerire che quell’albero abbia assistito in silenzio allo scorrere di interi cicli umani e naturali.
Fu scoperto nel 1968 da due abitanti di Yakushima, durante un’escursione tra le creste boscose dell’isola. Quando i due si imbatterono in quel colosso silenzioso, con una circonferenza alla base di oltre 16 metri, si rese subito chiaro che non si trattava di un albero qualunque. La notizia della sua esistenza si diffuse rapidamente e contribuì a una nuova consapevolezza sull’importanza della conservazione ambientale dell’ecosistema dell’isola.
La scoperta del Jōmon Sugi segnò infatti una svolta nella storia ecologica di Yakushima: accese l’interesse del pubblico, attirò l’attenzione delle istituzioni e fu determinante nel percorso che condusse, nel 1993, al riconoscimento dell’isola come Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO.
Oggi, il Jōmon Sugi può essere raggiunto solo dopo un’escursione di diverse ore attraverso una foresta umida e fittissima. Una passerella in legno, discreta ma essenziale, protegge il suolo attorno alle sue radici. L’albero non si tocca, non si abbraccia. Ma si contempla. È diventato un simbolo e continua a ispirare viaggiatori, studiosi e amanti della natura che scelgono Yakushima non solo come destinazione, ma come esperienza.
Nonostante il nome comune “cedro giapponese”, la Cryptomeria japonica non è un vero cedro (Cedrus), ma una conifera della famiglia delle Cupressaceae, endemica del Giappone.
La peculiarità ecologica degli yakusugi risiede nel contesto in cui crescono: suoli granitici poveri, precipitazioni superiori a 10.000 mm annui, luce filtrata da fitte chiome e un’umidità costante. In queste condizioni la crescita è lentissima, e i cerchi di accrescimento risultano incredibilmente stretti. Il legno che ne deriva è denso, impregnato di resina e naturalmente resistente alla decomposizione, qualità che ha favorito la longevità estrema di questi alberi.
Ma gli yakusugi non sono solo organismi longevi: rappresentano ecosistemi in verticale. Sulla loro corteccia si sviluppano muschi, licheni, felci, e talvolta perfino piccoli alberi epifiti che trovano nella rugosità della superficie e nell’umidità ambientale il loro habitat. Quando cadono, non cessano di esistere: diventano nurse logs, tronchi-maestri da cui germinano nuove piante, prolungando il ciclo vitale della foresta.
Dopo secoli di sfruttamento intensivo (molti yakusugi furono abbattuti durante l’epoca Edo per le pregiate qualità del legno) gli esemplari superstiti sono oggi protetti all’interno di un parco nazionale.
📚 Fonti:
– UNESCO World Heritage Centre. (1993). Yakushima.
– Yakushima ancient trees
Una pagina che descrive in modo chiaro le caratteristiche botaniche, l’habitat, la longevità e il valore culturale di questi alberi, oltre a spiegare perché riescono a vivere per millenni grazie alla resina e al clima umido dell’isola.
– The Loggerhead Turtle Of Yakushima, Japan (Caretta Caretta)
Pagina dedicata alla tartaruga marina Caretta caretta che nidifica sull’isola giapponese di Yakushima, in particolare sulla spiaggia di Nagata. Descrive il suo habitat, le caratteristiche fisiche (come il grande becco e il carapace rossiccio), la biologia riproduttiva, le abitudini alimentari e la distribuzione globale.
– Japan Travel
Il sito propone un itinerario di 3 giorni per esplorare le antiche foreste di cedri (yakusugi) dell’isola di Yakushima, evidenziando il profondo legame tra la comunità locale e l’ecosistema naturale. Il primo giorno prevede la visita al Yakushima World Heritage Conservation Center e a Yakusugi Land, un’area naturale accessibile dove si trovano cedri millenari. Il secondo giorno è dedicato alla scoperta del patrimonio forestale di Kosugitani, con una camminata lungo vecchie ferrovie usate per il trasporto del legname e un’esperienza artigianale con il legno di yakusugi. Il terzo giorno offre un’attività di forest bathing lungo il sentiero Seibu Rindo, immersi nei boschi incontaminati in compagnia di cervi e macachi selvatici.
– The Travel
L’articolo suggerisce varie attività, come escursioni nella foresta di Shiratani Unsuikyo (che ha ispirato Princess Mononoke), visite al Jomon Sugi (il cedro più antico), e bagni nelle onsen costiere accessibili solo con la bassa marea.
🖼️ Immagine di copertina: A Yakushima macaque, Macaca fuscata yakui, perched on a branch by the side of Route 592. Grendelkhan, CC BY-SA 3.0 , via Wikimedia Commons
