Ciclamini

I Ciclamini selvatici, sentinelle d’autunno

Il Ciclamino selvatico, come C. hederifolium, è una pianta protetta che fiorisce in autunno nei boschi ombrosi. Ha fiori profumati rosa e foglie a cuore variegate. Ama ombra e umidità, ma teme ristagni. È simbolo di buon auspicio e mistero antico.

Queste graziose piantine sono apprezzate sia per i classici fiori, piccoli e di colore rosa pallido, profumatissimi, sia per le foglie a forma di cuore decorate con un caratteristico disegno a greca nei toni del verde e del grigio.

In natura il Cyclamen napolitaneum, C. coum o C. hederifolium vivono nel sottobosco delle foreste di alberi spoglianti e di conifere (pini e abeti), dove crea piacevoli macchie di colore, specialmente in suoli acidi. :Questo effetto si può ricreare anche in giardino, alla base di alberi che forniscano l’ombra e l’umidità necessarie ai ciclamini. Questa specie non va confusa con il ciclamino dei fioristi (Cyclamen persicum), dai fiori molto più grandi e tipica pianta brevidiurna da vaso. Non ama il sole, va meglio un’ombra mediamente luminosa. E neanche le alte temperature, quindi scegliete la zona più fresca del giardino per coltivarlo. Il tubero concavo va interrato abbastanza in superficie, lasciando che affiori per mezzo centimetro sul terreno, in una zona abbastanza umida ma senza ristagni d’acqua, che lo farebbero marcire. In autunno bisogna apportare un po’ di letame maturo al terreno intorno. I primi a comparire saranno i numerosi fiori profumati che durano anche 3-4- settimane, le foglie spuntano in seguito e permangono per tutto l’inverno e primavera. Alla fine del ciclo stagionale, in tarda primavera-estate, ingialliscono, si seccano e si staccano da sole. Il tubero non è morto, sta solo affrontando il necessario riposo. Se la posizione è sufficientemente ombrosa e umida, non è necessario innaffiare il ciclamino selvatico, altrimenti è sufficiente una modesta irrigazione a pioggia una volta alla settimana per tutto il periodo estivo. Sarà perfetto se avete in giardino un sistema irriguo a goccia.

Trovo che siano molto decorativi anche da non fioriti, con il loro fogliame sempre diverso e dai disegni che ricordano i maglioni tirolesi.

E’ importante ricordare che il ciclamino selvatico è una specie spontanea protetta: se passeggiando per zone boschive avrete la fortuna di imbattervi in questo splendido fiore, ammiratelo, fotografatelo pure ma senza raccoglierlo! In commercio esistono molte ditte che vi possono vendere i tuberi, o anche in vaso pronti per fiorire; per esperienza si diffonderanno le nuove piantine nate dai semi.

Nell’antichità si riteneva che potesse proteggere dai malefici e anche oggi regalare un ciclamino è considerato un gesto di buon auspicio, soprattutto in caso di gravidanze e nascite. Per secoli il ciclamino fu considerato la pianta sacra a Ecate, la divinità dell’oltretomba, che conosceva le arti magiche ed aveva il dono di trasmettere la sua conoscenza e insegnare tutti gli incantesimi. Nel periodo medievale era invece conosciuto come la “pianta del diavolo”, proprio per sottolineare il fatto che Ecate fosse legata ai riti magici, visti all’epoca come rituali maligni.

Secondo alcune tradizioni cristiane il ciclamino era un tributo a Maria, per via di alcune macchioline rosse che il fiore a volte presenta e che, secondo le credenze del tempo, rappresentavano il dolore delle Madonna per la crocifissione di Gesù. Nella tradizione contadina il tubero del ciclamino veniva utilizzato come cono, da riempire di olio tiepido, per calmare il mal di orecchio, oppure veniva frantumato per ricavare una fecola utile per l’alimentazione del bestiame. Per via di quest’ultimo utilizzo, il ciclamino è conosciuto anche come “pan del terreno” o “panporcino”.

È bene sottolineare, però, che il bulbo del ciclamino è altamente tossico per l’uomo, in quanto ricco di ciclamina, una sostanza velenosa per l’organismo umano ma che risulta innocua per molti animali come ad esempio il maiale.

Corrado Sacco, Agronomo e Presidente del Garden Club di Alessandria

🖼️ Immagine di copertina: Hydrangea arborescens ‘Annabelle’ – Immagine da Flickr – CC BY-NC-SA 2.0

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