Le palme da interno, esotiche soluzioni

Le palme da interno portano un tocco esotico e raffinato negli spazi domestici. Dalla kentia alla Chamaerops humilis, queste piante tropicali uniscono eleganza e verde, trasformando la casa in un’oasi naturale di stile e benessere.

Le palme da interno sono le mie piante preferite per dare un po’ di vita e colore a spazi come uffici, soggiorni, anche bagni…soprattutto perché sono molto semplici da curare e ci sono specie che possono tollerare una scarsa illuminazione. Appaiono eleganti e molto resistenti, sono bellissime e richiedono una cura minima per mantenerle rigogliose, stilizzate e con le foglie perfette. Penso ad una bella Kentia, un’Areca o una Chamaedorea, Quella da cocco, per esempio, dovrebbe essere piantata all’aperto e non resiste alle nostre basse temperature. In condizioni ideali le palme possono vivere fino a 100 anni, nei nostri appartamenti richiedono buoni livelli di umidità e questo non dipende dall’irrigazione (che non dovrà essere eccessiva!). Si nebulizza di tanto in tanto la chioma con acqua dolce e possibilmente demineralizzata, oppure vanno circondate con altre piante per creare il loro microclima.

Le palme da interno tendono a prosperare in luoghi ben illuminati, ma con luce diffusa, magari filtrata da una tenda leggera. Con pareti chiare o bianche il gioco di luce è ancora più semplice. La Kentia per esempio può adattarsi a qualsiasi condizione di illuminazione ma non la luce solare diretta perché brucerà le sue foglie e la danneggerà. Le temperature non devono mai essere inferiori a 10°C (max 25°C) e le piante vanno tenute lontano dai termosifoni. L’irrigazione si farà 1 volta a settimana e va diminuita la frequenza in inverno, perché le palme da interno hanno bisogno di un substrato umido, ma mai impregnato d’acqua. Se l’umidità si accumulasse sul fondo del vaso, esporrebbe la pianta a malattie legate ai funghi oltre a soffocare le radici. Quindi curate bene il drenaggio del vaso e magari appoggiatelo su un sottovaso nel quale avrete disposto della argilla espansa. L’impasto ideale del terreno prevede una miscela di substrato universale con il 30% di perlite o substrato vulcanico per migliorare il drenaggio. Ma dire ‘palma’ equivale ad aprire un mondo, in quanto con questo termine si identificano le Aceracee  che contano ben  202 generi e ben 2.600 specie.

Gli esemplari sono però tutti diversi tra loro, ce ne sono di adatte per la coltivazione in appartamento ed altre adatte agli esterni.

Alcune specie non raggiungono grandi dimensioni, sono a crescita lenta e mantengono un aspetto piuttosto contenuto così da  rendersi perfette per gli appartamenti anche  quando posizionate su tavoli o su piedistalli.

Oltretutto molte palme da interno sono utilissime a purificare l’aria ed eliminare inquinamento. Un’altra palma che trovo molto raffinata è la Cycas appartenente alla famiglia delle Cicadacee (quindi non è propriamente una palma anche se ci assomiglia) e il genere comprende 8 specie originarie dell’India, dell’Australia, della Polinesia, della Malesia, della Cina e del Quennsland. Si tratta di piante a fusto eretto, cilindrico, ingrossato alla base e sormontato da un ciuffo di foglie disposte a ventaglio. Le foglie assomigliano, grosso modo, alle penne dello struzzo, le  singole foglioline possono essere sottili o consistenti, rigide o ricurve e il colore è verde cupo. Esistono esemplari maschili e femminili, lo si capisce quando fioriscono perché sono molto differenti. Tempo fa sono riuscito anche a farla nascere da seme, tenuto avvolto in carta assorbente umida fino all’emissione della radichetta. Nella bella stagione portate fuori le vostre palme, un terrazzo riparato andrà benissimo, a patto che non venga battuto dal sole

Un altro esempio è dato da Trachycarpus fortunei, o Palma della fortuna, molto coltivata in Italia come pianta ornamentale in casa, ma anche all’esterno.  Caratteristica di queste piante è che quando sono adulte sono estremamente resistenti al freddo. La Chamaerops humilis può crescere anche all’esterno se le temperature invernali si mantengono miti.

In generale, le palme da interno non necessitano di concimazioni molto frequenti, possono essere fertilizzate in primavera prima del periodo vegetativo e in inverno per prevenire eventuali carenze di nutrienti nella terra. Le palme da interno non devono mai essere potate ma è importante rimuovere sempre le foglie secche non appena si presentano. Il rinvaso della palme da interno deve avvenire solo ed esclusivamente se le radici iniziano a fuoriuscire dal vaso, quindi ogni 5-6- anni.

Corrado Sacco, Agronomo e Presidente del Garden Club di Alessandria

🖼️ Immagine di copertina: Chamaerops humilis var. argentea Atlante, Marocco – MPF, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

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