I succosi agrumi

Gli agrumi, protagonisti di paesaggi e sapori mediterranei, sono raccontati in questa pagina tra curiosità botaniche, cenni storici e suggestioni culturali. Il Garden Club di Alessandria celebra la loro bellezza e varietà.

Il mondo degli agrumi è talmente vasto e articolato che non basterebbe un’intera enciclopedia per descriverlo. Si tratta, infatti, di alcuni dei prodotti alimentari più consumati a livello mondiale, sotto forma di aranciate, spremute, marmellate e frutta fresca.

Hanno luoghi di origine diversi e quasi sempre ricadenti in una vasta area dell’Asia sud-orientale. Compatibilmente con la loro scarsa resistenza alle basse temperature, si sono diffusi in molte altre parti del mondo, dal bacino del mediterraneo all’America e al Sudafrica, attraversando la storia delle più grandi civiltà. In Italia hanno trovato una zona d’elezione nelle regioni meridionali, per il clima mite e per il tipo di terreno. Come piante ornamentali hanno una notevole tradizione in Toscana e nelle regioni dei grandi laghi del Nord Italia, dove è diffusa l’abitudine di costruire, all’interno delle ville, particolari strutture adatte ad ospitare gli agrumi nei mesi invernali, e cioè aranciere e limonaie.

Gli agrumi appartengono alla famiglia delle Rutaceae, e la loro classificazione ha impegnato a lungo i tassonomi a causa della presenza di individui derivati da ibridazione naturale considerati da alcuni come specie a sé stanti. Il genere Citrus è sicuramente il più importante. Vanno ricordati i limoni (C. x limon), le arance (C. x sinensis), i mandarini (C. reticulata), i pompelmi (C. x paradisi), il cedro (C. medica), e molti altri, compresi tutti gli ibridi interspecifici, spesso sterili, quindi senza semi e maggiormente apprezzati al pubblico. Il bergamotto (C. x bergamia) è tipico della regione Calabria, primo produttore mondiale della sua essenza usata come fissativo dei profumi. E profumati sono i fiori detti ‘zagare’, tipico simbolo di fertilità e buon auspicio per le unioni matrimoniali. La buccia degli agrumi inoltre è ricca oli essenziali dal profumo molto intenso; e non dimentichiamo l’elevato contenuto di Vitamina C, essenziale per combattere i malanni invernali.

Essendo piante di origine tropicale, hanno particolari esigenze nei confronti del clima: occorre che questo sia caldo, sufficientemente umido, con inverni miti e senza ampie escursioni termiche. In genere svolgono la loro attività vegetativa a temperature comprese tra i 13 e i 30°C. Vengono danneggiati da temperature inferiori a 0°C con intensità variabile in relazione alla specie e alla varietà. L’irrigazione è quasi sempre necessaria, per ottenere frutti dolci e succosi. In pieno campo si adotta il sistema goccia a goccia.

Gli agrumi rifuggono i terreni troppo argillosi, calcarei e salsi, prediligendo quelli sciolti o di medio impasto, profondi, fertili.

Attorno a ogni pianta si scava un piccolo “tornello” per trattenere l’acqua nelle prime fasi dopo la messa a dimora e si irriga abbondantemente. Ma è anche molto importante la predisposizione di un buon impianto di drenaggio, soprattutto nei terreni più pesanti, ponendo sul fondo uno spesso strato di lapillo vulcanico, oppure argilla espansa o pietrisco grossolano.

Per prevenire alcune fitopatie che colpiscono l’apparato radicale si ricorre all’innesto (a gemma, a penna e a corona). Altri metodi di propagazione impiegati sono la talea e la margotta.

I portinnesti usati per gli agrumi sono diversi e individuabili nell’arancio amaro, arancio dolce, e arancio trifogliato (Poncyrus trifoliata, l’unico agrume spogliante e resistente ai rigidi inverni padani, i suoi frutti non commestibili profumano i cassetti della biancheria in modo strabiliante).

Il momento migliore per mettere a dimora le giovani piante di agrumi è la primavera, da fine marzo a maggio, a seconda delle zone, quando il rischio di gelate è ormai passato. La lavorazione profonda del terreno deve essere preceduta, alcuni mesi prima, da una concimazione di fondo con letame o concime organico. Durante la coltivazione invece è bene utilizzare concimi ternari con alte % di fosforo e potassio, meno di azoto, che favorirebbe troppo lo sviluppo fogliare a scapito dei frutti. In alternativa la cenere di legna è un ottimo concime naturale, ma senza esagerare, per non alzare troppo il pH del suolo.

La forma di allevamento che maggiormente si riscontra negli agrumeti è il globo. Negli agrumi la fruttificazione avviene sui rami dell’anno precedente e l’accrescimento dei rami si verifica normalmente in tre periodi: primavera, inizio estate e autunno. L’induzione fiorale delle gemme comincia durante il periodo di riposo invernale, mentre il massimo contenuto di sostanze di riserva nelle foglie e nei rami lo si ha nei mesi di febbraio e marzo. L’allegagione dei fiori è in funzione della quantità di sostanze di riserva presenti nella pianta. La potatura, dunque, non andrebbe mai eseguita in febbraio e marzo, quando si ha l’accumulo delle sostanze di riserva. E vanno ugualmente evitati i periodi in cui le temperature sono molto basse o molto alte. Non bisogna esagerare con le potature, limitandosi solo ad alleggerire la chioma eliminando i rami secchi, rotti o debilitati dopo che hanno già fiorito o quelli curvi verso il basso. I succhioni, cioè i lunghi e vigorosi rami privi di frutti, vanno eliminati quando provengono dalla parte basale delle branche più grosse, mentre per quelli situati nelle zone più periferiche della chioma ci si può limitare alla spuntatura.

Tra le principali avversità si ricordano l’oidio, le cocciniglie degli agrumi, i tripidi delle serre e gli afidi neri.

Corrado Sacco, Agronomo e Presidente del Garden Club di Alessandria

🖼️ Immagine di copertina: Foto di Hans da Pixabay

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