Il profumato Calicanto
ll Calicanto è un arbusto cinese che fiorisce in inverno con fiori gialli profumati. Resiste al freddo, ama terreni drenati e potature leggere. Simboleggia protezione e rinascita. Leggende e usi tradizionali ne esaltano il fascino nei giardini.
Il Calicanto, scientificamente detto Chimonanthus, appartiene alla famiglia delle Calycanthaceae, ed è un arbusto originario della Cina. Il suo nome, in greco, significa fiore d’inverno, e questo perché l’arbusto fiorisce nella stagione invernale riempiendosi di fiori stellati e profumati di colore giallo con l’interno porpora, dall’aspetto ceroso.
Esistono diverse qualità di calicanto, la più comune è il Chimonanthus praecox, una pianta originaria della Cina, che fiorisce in pieno inverno anche in caso di temperature al di sotto dello zero. L’arbusto è abbastanza disordinato, con vari fusti eretti, ben ramificati, che danno poi origine ad una vegetazione densa ed intricata; le foglie appaiono in primavera, dopo la fioritura. I numerosi fiori sbocciano sul legno vecchio e sono senza picciolo; va quindi data una riordinata con una leggera potatura dopo la fioritura, verso marzo-aprile. In genere questi arbusti non si svuotano mai nella parte bassa, in quanto le radici continuano a produrre nuovi polloni basali, che tendono a mantenere l’arbusto denso per tutta la sua lunghezza. Altre varietà di calicanto, meno famose ma di eguale bellezza sono: il Chimonanthus nitens, originario del Giappone, il Chimonanthus yunnanensis, che però fiorisce in estate, con anche le foglie profumate, ed il Chimonanthus campanulatus, purtroppo l’unico non profumato. La caratteristica principale dei fiori di calicanto è infatti la loro particolare ed intensa profumazione; una volta caduti dalla pianta però perdono immediatamente il loro aroma. Se vorrete recidere dei rami da mettere in casa dovrete farlo quando sono belli fioriti, perchè i boccioli sui rami recisi non si aprono più.
Il successo dei Chimonanthus in giardino è dovuto essenzialmente al fatto che, nonostante provengano da luoghi così lontani, sopravvivono senza problemi al freddo invernale, ed anche al caldo estivo; si pongono a dimora in luogo soleggiato, o anche semiombreggiato, in un terreno fresco e molto ben drenato. Nel primo anno di sviluppo della giovane pianta, è consigliabile annaffiare il terreno attorno al fusto, ogni volta che risulta asciutto; negli anni successive bastano sporadici interventi. In primavera ed in autunno spargiamo ai piedi dell’arbusto del concime granulare a lenta cessione, ricco di microelementi: avremo un bello sviluppo ed un fogliame lucido e resistente. Gli innumerevoli fiori del calicanto si trasformano in capsule semi legnose, che contengono i semi. E’ facile propagarlo interrando i semi a inizio primavera in un terriccio costituito da sabbia e torba in parti uguali; lasciate il vaso all’aperto, perché i semi necessitano di alcune settimane di clima fresco per poter germinare; è però importante che il terriccio venga mantenuto umido, e che i semi non vengano seccati dalla luce solare diretta. Si possono anche produrre talee in estate, utilizzando gli apici dei rami, a cui si levano le foglie nella parte bassa. Le piante ottenute da talea o da seme si sviluppano abbastanza rapidamente, e si può ottenere un grande arbusto ben sviluppato nell’arco di un paio di anni. Un’antica leggenda narra che, in un freddo giorno invernale, un piccolo pettirosso, stanco e infreddolito, cercava riparo in un ramo per potersi riposare e proteggere dal freddo. Gli alberi, che incontrò durante il suo tremulo volo, si rifiutarono di dargli ospitalità, e il pettirosso allo stremo delle sue forze giunse, infine, nei pressi di un calicanto il quale, alla vista del piccolo volatile, gli offrì riparo e con le sue ultime foglie ingiallite provò a scaldarlo. Il Signore, che aveva visto il bel gesto, volle ricompensare la pianta di calicanto, facendo cadere sull’alberello una pioggia di stelle brillanti e profumate. Fu così che da quel momento il calicanto fiorì in inverno allietando i giardini in cui si cresce con il suo profumo. Nel linguaggio dei fiori e delle piante, infatti, il calicanto simboleggia l’affettuosa protezione. Un rametto di calicanto in fiore è il dono ideale quando si voglia offrire la propria protezione o il proprio aiuto alla persona che dovrà riceverlo. Secondo le usanze popolari il calicanto, essendo una pianta che risveglia lo spirito ed il corpo, con il suo profumo, nella fredda stagione invernale, dovrebbe essere usato per sfregarsi e profumarsi, ogni mattina, polsi e caviglie al fine di rinforzare e rinvigorire le ossa e le fasce nervose.
Corrado Sacco, Agronomo e Presidente del Garden Club di Alessandria

🖼️ Immagine di copertina: Chimonanthus praecox – Image by Charles Guo from Pixabay
