Clematis montana

Le Clematidi invernali

Le Clematidi invernali, come C. cirrhosa, armandii e montana, offrono fioriture profumate da dicembre a primavera. Sempreverdi o decidue, amano sole e terreno drenato. Resistenti e decorative, valorizzano muri, recinzioni e spazi verdi con eleganza.

Ogni stagione ha le sue fioriture, ma quando pensiamo all’inverno, sono poche le piante che ci possano regalare le prime profumate infiorescenze dell’anno; un aiuto ci viene dalle Clematidi invernali. Possiamo cominciare dalla C. cirrhosa, che ha attirato le attenzioni dei giardinieri del nord fin da tempi lontani: con le sue fioriture allieta i mesi più grigi e freddi. Ha foglie lucide e scure, richiede terreni fertili e ben drenati.

Come molte altre piante spontanee della nostra macchia è talmente facile, e di bocca buona, da venire spesso data per scontata. Molto esuberante, nonostante la sobrietà, è una sempreverde con foglie lucide e scure che arrossano sotto i colpi del freddo, fiorendo ininterrottamente da dicembre fino a fine di febbraio. Può essere coltivata in piena terra anche dove le temperature scendano al di sotto dello zero, avendo però l’accortezza di farla crescere contro un muro ben esposto a mezzogiorno e al riparo dai venti gelidi. Il vero problema semmai sono i terreni troppo umidi ed asfittici: fondamentale è un drenaggio efficiente. Inserirla tra arbusti o alberi sempreverdi è un ottimo modo per metterne in risalto i candidi fiori, altrimenti un po’ troppo mimetici contro i cieli diafani di questi mesi. La sua varietà ‘balearica’ ha foglie finemente dentate e fiori inconfondibili nella loro bellezza, dalla forma aperta e campanulata, con petali chiari puntinati da lentiggini color vinaccia ed anche leggermente profumati di limone. Ai fiori seguono gli affascinanti semi piumosi, simili a quelli della nostrana C. vitalba. Come tutte le clematidi anche la C. cirrhosa gradisce esposizioni soleggiate e un po’ d’ombra sul piede, ama terreni fertili e ben drenati, preferibilmente neutri o alcalini, ma si accontenta con facilità. Sostanzialmente fa tutto da sola e ci si può limitare a leggere potature subito dopo la fioritura.

Voglio parlare poi della Clematis armandii, che ha sicuramente un posto di primo piano. Le caratteristiche che la contraddistinguono e la fanno spiccare tra queste rampicanti generose e appariscenti, sono molteplici. Innanzitutto anche lei è sempreverde, inoltre è molto profumata di un misto fra gelsomino e gardenia con un dolce sentore di mandorla. Presenta foglie grandi, allungate fino a 15-18 cm e cerose, di un florido verde, che dona eleganza ad ogni giardino e terrazzo. Le sue origini sono da ricercarsi in Cina, da dove fu poi importata in Inghilterra, per impreziosire i giardini delle ville. Questa pianta “invadente” è comunque di poche esigenze, dotata di una unica e precoce fioritura primaverile, la Clematis armandii ci annuncia l’arrivo della bella stagione con la sua profumata ricchezza. Il colore principale è un bel bianco latte, ma nella sua varietà ‘Apple blossom’ possiamo vedere anche una delicata tonalità rosa simile appunto ai fiori di melo. Ospitare una clematide nel proprio giardino (o terrazzo) permette di avere quel tocco di leggerezza e personalità che i colori vivaci e il portamento delle clematis donano a ogni spazio verde.

Nella coltivazione ci sono poche ma importanti regole da seguire. La prima è assicurare alla nostra Clematis che il suo colletto (il punto dove i rami si “congiungono” alle radici) sia sempre fresco. Per questo motivo, al momento della piantumazione, conviene interrare il colletto di qualche centimetro sotto il livello del suolo. Inoltre, conviene pacciamare il piede con della corteccia o altri materiali che lo mantengano fresco. Anche piantare qualche perenne non troppo invadente che ombreggi il colletto della Clematis, è una buona pratica. Per il resto della chioma l’esposizione ideale è di norma luminosa o soleggiata. Utilizzate del buon terriccio, che contenga un inerte drenante, aggiunto di qualche palata di terra di campo e ricco di ammendanti organici (cornunghia, stallatico e cuoio pellettato. Oltre a mantenere il colletto della pianta fresco, nella coltivazione delle clematis bisogna prestare attenzione al Wilt della clematide, forse l’unica reale avversità, ovvero un fungo che ne dissecca velocemente i fusti. Mi è capitato più volte che sembrasse morta, e invece….spesso la pianta ha rigettato alla base.

Infine la meravigliosa Clematis montana, una pianta rampicante dalla crescita molto vigorosa, necessita di un sostegno (od una rete) al quale ancorare i suoi rami, ha foglia caduca di color verde scuro, ed una fioritura molto intensa in bianco o rosa nella primissima primavera. Le foglie quasi non si vedono da tanto è fiorifera. Può allungare la sua ramificazione fino a 8/10 m di lunghezza, quindi è ideale per coprire recinzioni o da far arrampicare su arcate o muri grezzi, o anche alberi ad alto fusto. La C.m. ‘Tetrarose’ o la C.m. ‘Rubens’, sono molto diffuse commercialmente ed hanno un effetto bellissimo. Durante la sua vita va un po’ ripulita dai rami sottostanti che tendono negli anni a disseccare e a formare un manto molto spesso sulla superficie rivestita. Basta ogni tanto sfoltirla per ottenere fioriture sempre abbondanti e profumate.

Corrado Sacco, Agronomo e Presidente del Garden Club di Alessandria

🖼️ Immagine di copertina: Clematis montana – Image par Etienne GONTIER de Pixabay

Altre letture