Le carnose natalizie
Le schlumbergere regalano fioriture vivaci in pieno inverno. Facili da coltivare e amate per i colori brillanti, portano allegria nelle case durante le feste, unendo tradizione botanica e bellezza stagionale.
I ‘cactus’ di Natale sono piante succulente, di origine brasiliana, appartenenti al genere Schlumbergera (o anche Zygocactus, Ephiphyllum, Rhipsalidopsis), caratterizzate da una fioritura autunnale o invernale. Sono piante che producono corti fusti, che si dividono in lunghe ramificazioni, erette, arcuate o ricadenti, costituite da sezioni appiattite, di forma ovale, carnose; gli articoli terminano con piccole punte. Le schlumbergere sono molto apprezzate per la lunga fioritura, in autunno e inverno, che si prolunga fino alla primavera: agli apici di ogni singolo articolo sbocciano grandi fiori dai petali carnosi, con pistilli molto evidenti, di colore rosso o rosato. Esistono ibridi con fiori particolarmente colorati, o molto grandi, anche striati.
Le schlumbergere appartengono alla famiglia delle Cactacee, e in natura prosperano nelle zone montuose del Brasile, dove è presente un clima abbastanza mite, con alta umidità; si sviluppano inoltre ai piedi di alti alberi nelle foreste, o anche in spaccature tra le rocce, dove possono godere di piccole quantità di luce solare diretta. Quindi, nonostante possano sopportare condizioni abbastanza diverse da quelle ideali, non sopravvivono se coltivate come la maggior parte dei cactus, ovvero con poca acqua, un clima costantemente caldo e molta luce solare. Le schlumbergere non necessitano di grandi quantità di terreno: si coltivano in vasi relativamente piccoli, possibilmente poco profondi, riempiti con del terriccio per piante acidofile, mescolato a terriccio universale e terriccio di foglie. I vasi (anche in cestelli appesi) vanno tenuti in luogo semiombreggiato, dove possano godere una luminosità soffusa: la luce diretta, soprattutto nelle ore più calde del giorno, causa l’arrossamento dei fusti, invece per fiorire alcune specie hanno addirittura bisogno del buio completo per almeno 10-12 ore/giorno. Non spostate il vaso una volta che si siano formati i boccioli. Le annaffiature saranno regolari, per tutto l’arco dell’anno, in modo da mantenere il terreno leggermente umido, ma senza inzupparlo e senza lasciarlo asciutto per lunghi periodi di tempo; ogni 12-15 giorni mescoliamo all’acqua delle annaffiature del concime per piante succulente, povero in azoto e ricco in potassio (potete utilizzare anche frammenti di buccia di banana essiccata, sparsa in superficie). Queste piante possono sopportare temperature di pochi gradi inferiori allo zero, per brevi periodi di tempo; di solito vengono coltivate in casa, dove dimostrano di svilupparsi e fiorire meglio se vengono tenute in una stanza scarsamente riscaldata, o in un vano scale. In autunno dovranno essere messe a riposo a temperatura tra i 16 e i 5 °C con scarse annaffiature; è molto importante questo riposo se si vorrà avere una folta fioritura a Natale e fino alla primavera. Se tenute costantemente al caldo in casa tendono di anno in anno a produrre sempre meno fiori. Eccessi di annaffiature possono causare la marcescenza, totale o parziale dei fusti; non appena la pianta manifesta un aspetto molliccio, come se fosse “svenuta”, tagliamo tutti i fusti sani e utilizziamoli come talee, perché la marcescenza dalle radici risale rapidamente a tutta la pianta. Ogni singolo segmento può dare origine ad una nuova pianta, e capita anche naturalmente che i segmenti ricadenti producano radici se rimangono a contato con il terreno. Questo è uno dei metodi di propagazione più rapido e comodo, perchè da noi mancano i colibrì, cioè i loro naturali impollinatori. Si prelevano in primavera dei fusti sani e carnosi (non troppo lignificati, nè troppo teneri) e si dividono i vari segmenti che li compongono, che andranno poi interrati per circa metà in un terriccio ricco; dopo un paio di giorni cominciamo ad annaffiare, magari mantenendo il terriccio appena umido con un vaporizzatore, fino a che non vediamo che i fusti cominciano a germogliare. Anche la siccità può essere un problema per le schlumbergere, soprattutto se prolungata: una pianta scarsamente annaffiata assume un aspetto grinzoso; se la carenza idrica è di breve durata, è sufficiente annaffiare perché i fusti tornino al loro aspetto turgido e carnoso. Attendiamo sempre che il terreno si asciughi tra una bagnatura e l’altra. In primavera può capitare che gli afidi si annidino sui fiori. La posizione sopraelevata della pianta è indispensabile nel caso in cui si posseggano animali domestici come cani o gatti. L’ingestione di alcune parti della pianta può provocare diarrea o vomito nei nostri cari animali da compagnia. Le piantine del ‘cactus di Natale’ possono avere una vita molto lunga, fino a raggiungere anche i 20 o i 30 anni, permettendo che la cura della pianta possa essere tramandata da una generazione all’altra, un aspetto che la rende un regalo ancora più simbolico in occasione del Natale.
Corrado Sacco, Agronomo e Presidente del Garden Club di Alessandria

