La famiglia di Carlo IV e Maria Luisa di Parma - Francisco Goya, Public domain, via Wikimedia Commons
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Erba Luisa, la pianta della regina

Aloysia citriodora Palau cresce spontanea tra Perù, Bolivia e Argentina. Conosciuta come erba Luigia, è una pianta aromatica migrante che ha messo radici culturali in molti angoli del mondo.

In un angolo di giardino, tra la salvia e la menta, cresce una pianta dal profumo intenso di limone. Le sue foglie sottili si muovono leggere al vento e chi la incontra la chiama con nomi diversi: cedrina, limoncina, verbena odorosa, lippia, erba Luisa o erba Luigia. Ma il suo nome botanico è Aloysia citriodora Palau, e la sua storia è quella di un viaggio.

Esculapio, CC BY-SA 3.0 <http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/>, via Wikimedia Commons
Foglie di Aloysia citriodora Palau – Esculapio, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Origine spontanea: le Ande sudamericane

L’erba Luisa nasce libera nei paesaggi subtropicali di Argentina, Bolivia, Perù e Cile. Qui cresce spontaneamente, tra i 500 e i 2000 metri di altitudine, in terreni leggeri e ben drenati, sotto un sole generoso. È parte della flora autoctona andina e viene raccolta da secoli dalle popolazioni indigene per le sue proprietà. Viene utilizzata in infusi medicinali contro disturbi digestivi e nervosi, per preparare  impacchi per lenire i dolori muscolari e curare le infiammazioni ed è parte dei rituali spirituali legati alla purificazione e alla protezione. In queste terre, l’Aloysia citriodora è considerata una pianta sacra, connessa alla salute e alla memoria ancestrale. È qui che la sua spontaneità è manifesta, reale, botanica, selvaggia.

Il viaggio verso l’Europa: botanica e nobiltà

Nel XVIII secolo, durante le spedizioni botaniche spagnole in Sud America, la pianta fu scoperta e classificata. Il nome Aloysia le fu dato in onore di Maria Luisa di Borbone Parma, regina di Spagna amante dei giardini. In latino, “Aloysia” è una forma nobiliare di “Luisa”. Nel parlato popolare, soprattutto in Piemonte e Lombardia, il nome è stato trasformato in “Luigia”, probabilmente per assonanza con nomi locali o per affetto. In altre parti d’Italia viene chiamata invece erba Luisa.

Nata a Parma, figlia del duca Filippo I e di Luisa Elisabetta di Francia (figlia di Luigi XV), Maria Luisa sposò il cugino Carlo IV di Spagna, diventando regina consorte dal 1788 al 1808. Donna di forte carattere, influente negli affari di Stato, spesso al centro di scandali e pettegolezzi di corte, ebbe 14 figli.

La sua passione per la botanica influenzò profondamente la corte spagnola. Durante il regno di Carlo IV  la Spagna promosse diverse spedizioni botaniche e naturalistiche in America Latina e nelle colonie. Maria Luisa, pur non essendo la mente dietro queste missioni, favorì indirettamente il clima culturale che le rese possibili. In particolare in quel periodo si ricorda la spedizione botanica nel Vicereame del Perù (1777–1788) guidata da Hipólito Ruiz e José Pavón, che raccolse migliaia di esemplari vegetali e contribuì alla classificazione di molte piante andine, tra cui l’Aloysia citriodora. L’anno seguente partì la spedizione Malaspina (1789–1794), una delle più grandi spedizioni scientifiche spagnole, con obiettivi geografici, etnografici e botanici. Nel frattempo era in corso la spedizione al Nuovo Regno di Granada (1783–1816), condotta da José Celestino Mutis, una delle più importanti spedizioni botaniche in Colombia. Mutis dedicò molte delle sue scoperte alla famiglia reale.

Maria Luisa di Borbone Parma fu anche una donna colta e curiosa, affascinata dalla natura e dalle arti. Amante dei giardini e della floricoltura, contribuì alla valorizzazione del Real Jardín Botánico di Madrid, uno dei più importanti orti botanici d’Europa, sostenendo attivamente la raccolta e lo studio delle piante esotiche provenienti dalle colonie americane.

Fu in questo contesto che la Aloysia citriodora venne classificata dal botanico Antonio Palau y Verdera nel 1784 e la sua descrizione ufficiale apparve nel 1784 nell’opera Parte práctica de Botánica, dove Palau attribuì alla pianta il nome che oggi conosciamo. Aloysia citriodora è stata in seguito anche classificata come Lippia citriodora o Verbena citriodora, nomi ancora usati in alcuni testi. Il nome Aloysia citriodora Palau è quello scientificamente accettato, mentre Lippia citriodora è considerato un sinonimo.

Maria Luisa, ritratta più volte da Francisco Goya, influenzò la politica, la scienza e la sensibilità estetica del suo tempo. L’erba Luisa, con il suo profumo agrumato e le sue proprietà calmanti, è oggi una testimonianza vivente di quel legame tra botanica e regalità.

Italia: memoria contadina e liquori di famiglia

L’erba Luisa fu introdotta in Europa come pianta ornamentale e officinale. In Italia, trovò terreno fertile nei giardini aristocratici e poi nei cortili contadini. Il suo profumo agrumato conquistò cuochi ed erboristi. Nel Monferrato, dove il paesaggio è fatto di colline, orti e gesti antichi, l’erba Luisa è diventata una presenza familiare. Non cresce spontanea nei campi, ma è coltivata con amore negli angoli assolati dei giardini. È la pianta “della nonna”, protagonista di liquori digestivi preparati con foglie fresche, alcol puro, scorza di limone e zucchero. Serve anche per preparare infusi serali serviti per calmare lo stomaco e la mente ed è protagonista di raccolte rituali legate al calendario contadino e alle fasi lunari. La sua presenza attiene alla cura domestica e alla trasmissione orale del sapere. In molte famiglie piemontesi, l’erba Luisa è sinonimo di casa e di memoria.

Aloysia citriodora Palau
Aloysia citriodora Palau – tato grasso, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Inghilterra: eleganza aromatica e giardinaggio ornamentale

Conosciuta come lemon verbena, in Inghilterra la pianta è apprezzata per la sua eleganza e versatilità. Coltivata in vaso o in serra per proteggerla dal gelo, è diventata una protagonista dei giardini ornamentali e delle cucine creative: viene usata in sorbetti, cocktail e tè profumati. E’ impiegata in profumatori per ambienti e cosmetici naturali ed è stata riconosciuta dalla Royal Horticultural Society per il suo valore ornamentale. Nei giardini inglesi l’erba Luisa è vista come una pianta raffinata, legata a uno stile di vita naturale e moderno. Non è spontanea, ma è amata come se lo fosse, coltivata con cura e considerata un piccolo lusso botanico.

Nord Africa: medicina popolare e spiritualità

In Marocco, Algeria e Tunisia, l’erba Luisa è chiamata l-wîza (الويزة) e venduta nei mercati tradizionali. Non cresce spontanea nei deserti, ma è coltivata nei cortili familiari e nei giardini urbani. È una pianta considerata protettiva, usata in tisane calmanti e digestive, spesso mescolata con menta e fiori d’arancio. Rientra nei rituali domestici per purificare l’ambiente e allontanare le energie negative e viene usata in pratiche di benessere legate alla medicina tradizionale. La sua funzione è terapeutica e simbolica, parte della spiritualità quotidiana. Anche qui, l’erba Luisa è più che una pianta: è un gesto, un profumo, una protezione.

Una spontaneità migrante

L’erba Luisa è un esempio perfetto di come una pianta possa trasformarsi da specie spontanea a simbolo culturale. In Sud America è radice e memoria, in Italia è affetto e tradizione, in Inghilterra è eleganza e versatilità, in Nord Africa è cura e rituale. Non nasce nei campi italiani, ma vive nei gesti, nei ricordi, nei sapori. E forse, è proprio questo che la rende parte della nostra tradizione. Ogni nome di questa pianta, racconta un luogo, un evento, un personaggio, un uso, una memoria. E forse, è proprio questa molteplicità che rende l’erba Luisa una pianta universale.

📚 Fonti:

  • Palau y Verdera, A. (1784) – Parte práctica de Botánica
    Opera originale in cui Antonio Palau descrisse e classificò Aloysia citriodora, dedicandola a Maria Luisa di Borbone Parma.
  • Springer Nature (2023) – Ethnobotany of Northern Africa and Levant
    Scheda etnobotanica su Aloysia citriodora, con riferimenti ai suoi usi tradizionali in Marocco, Algeria e Giordania.
  • Royal Horticultural Society – Lemon Verbena – Plant Profile
    Profilo botanico e consigli di coltivazione della cedrina nel Regno Unito, premiata con l’Award of Garden Merit.
  • Real Jardín Botánico de Madrid
    Informazioni sulla storia del giardino, le collezioni botaniche, le attività educative, le esposizioni in corso e l’accesso alla biblioteca digitale e all’erbario. È una risorsa preziosa per approfondire il contesto delle spedizioni botaniche spagnole e il ruolo della corte reale nella classificazione di piante come Aloysia citriodora.
  • ActaPlantarum
    Aloysia citriodora

🖼️ Immagine di copertina: La famiglia di Carlo IV e Maria Luisa di Parma – Francisco Goya, Public domain, via Wikimedia Commons

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