Dieci racconti per un anno che se ne va

Filari saluta l’anno raccogliendo dieci articoli che hanno segnato il primo tratto del suo percorso: storie di piante, paesaggi, arte e scienza, ringraziando i lettori e guardando al nuovo anno.

Filari è nato a giugno, in punta di piedi, come un luogo dove raccogliere storie, paesaggi, personaggi, piante, esperienze e sguardi. In questi sei mesi abbiamo pubblicato novantadue articoli, seguendo curiosità, incontri, letture e passioni.

Abbiamo scelto dieci racconti che, per ragioni diverse, hanno lasciato un segno: non i “migliori”, ma quelli che hanno accompagnato in maniera a nostro modo di vedere significativa questo primo tratto di cammino. Un modo per salutare l’anno che se ne va e ringraziare chi ci ha seguito, un articolo alla volta. Che il prossimo anno regali a tutti ancora pagine da leggere, da scrivere e sentieri da percorrere.

I dieci articoli dell’anno

1. Cacao, storia di una trasformazione
Dal cuore dell’Amazzonia alle nostre tazze: la storia sorprendente del cacao, un frutto sacro che percorre millenni, culture e trasformazioni.

Foto di Stefanie Laubscher da Pixabay

Perché lo abbiamo scelto?
Perché racconta un viaggio millenario: un frutto sacro che attraversa foreste, civiltà, riti, continenti, scienza e contraddizioni, ricordandoci quanto ogni alimento porti con sé una storia più grande di noi.

2. Il parco e il giardino del Castello di Agliè
Un viaggio tra terrazze, fontane e prospettive che raccontano quattro secoli di paesaggio.

Perché lo abbiamo scelto?
Perché il giardino del Castello di Aglié è un luogo stratificato e sorprendente, dove il giardino formale, il parco romantico e le visioni dei grandi paesaggisti si intrecciano in un racconto unico.

3. La Palma di Goethe
La storia di una palma secolare che ha ispirato Goethe e continua a parlare alla scienza di oggi.

By A. Tosini - G Agostini "dis. in. pictra" - lithographed by "Kiev"? in Venice - older version uploaded by User:Esculapio, Public domain, via Wikimedia Commons

Perché lo abbiamo scelto?
Perché unisce poesia, storia e ricerca: dalla visione intuitiva di Goethe alla lettura del suo genoma, questa palma racconta come una pianta possa attraversare secoli e rivoluzionare il nostro modo di guardare la natura.

4. Il romantico nord inglese
Uno sguardo alle vedute romantiche dell’Ottocento, dove il paesaggio diventa memoria e immaginazione.

"Eamont Bridge, from the Westmorland Side". Disegnata da Thomas Allom, incisa da W. Taylor. Stampa calcografica pubblicata negli anni 1830, probabilmente apparsa in una delle raccolte illustrate curate da Fisher, Son & Co (o in una delle loro edizioni associate, come quelle firmate H. Fisher, R. Fisher & P. Jackson), tra cui The Northern Tourist e Westmoreland, Cumberland, Durham and Northumberland Illustrated – Immagine Archivio Filari

Perché lo abbiamo scelto?
Perché queste incisioni raccontano un Nord inglese sospeso tra rovine, vallate e atmosfere sublimi: un paesaggio che non è solo documentato, ma interpretato, e che ci invita a riflettere sul nostro modo di guardare la natura oggi.

5. Petali in borsa
Il tulipano che divenne status, speculazione e mito: una storia di bellezza e fragilità.

Semper augustus tulip

Perché lo abbiamo scelto?
Perché racconta le nuove scoperte su una pagina sorprendente della storia economica e botanica: la tulipomania, dove un fiore rarissimo ha messo in relazione desiderio, potere, mercato.

6.  Il Colosseo selvatico
Quando il Colosseo era un giardino selvatico: un intreccio di rovine, piante e memoria. 

C.W. Eckersberg (1783-1853), Et parti af det indre af Colosseum, 1816 - via Vikiart Public Domain

Perché lo abbiamo scelto?
Perché presenta una storia sorprendente e poco conosciuta: il Colosseo come ecosistema spontaneo, dove per secoli la natura ha dialogato con la storia, trasformando la rovina più celebre del mondo in un giardino vivo, poetico e fragile.

7. Natura fluttuante
L’arte dell’Ukiyo‑e, dove la natura diventa emozione, simbolo e celebrazione dell’effimero.

Utagawa Hiroshige

Perché lo abbiamo scelto?
Perché ci porta in un mondo visivo unico, in cui fiori, uccelli, stagioni e paesaggi diventano poesia: un’arte capace di unire tecnica, spiritualità e contemplazione, lasciando un’eredità che ancora oggi ispira Oriente e Occidente.

8. Un filo d’arte
Il ricamo come memoria, gesto politico e poesia: un’arte silenziosa che attraversa i secoli.


Perché lo abbiamo scelto?
Perché ripercorre la storia profonda e spesso invisibile del ricamo: un linguaggio che ha custodito identità, emozioni e resistenza, trasformandosi da pratica domestica a forma d’arte capace di parlare al presente.

9. I fiori tardivi della maturità
La fioritura inattesa di Mary Delany: quando la maturità diventa creazione, precisione e poesia.

Perché lo abbiamo scelto?
Perché svela una storia luminosa e controcorrente: a settantadue anni, Mary Delany trasforma la sua vita in arte botanica, creando collage di straordinaria precisione che uniscono scienza, sensibilità e rinascita personale.

10. La rivoluzione del tè
Quando una semplice tazza di tè cambiò la salute di un intero Paese.

Perché lo abbiamo scelto?
Il motivo è che ci narra una storia sorprendente: il tè come gesto quotidiano capace di salvare vite, tra ricerca, storia sociale e la lunga strada della Camellia sinensis dalle foreste asiatiche all’identità britannica.

Grazie a chi ha letto, scritto, condiviso, suggerito, osservato.
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