"Eamont Bridge, from the Westmorland Side". Disegnata da Thomas Allom, incisa da W. Taylor. Stampa calcografica pubblicata negli anni 1830, probabilmente apparsa in una delle raccolte illustrate curate da Fisher, Son & Co (o in una delle loro edizioni associate, come quelle firmate H. Fisher, R. Fisher & P. Jackson), tra cui The Northern Tourist e Westmoreland, Cumberland, Durham and Northumberland Illustrated – Immagine Archivio Filari

Il romantico Nord inglese

Thomas Allom fu tra i principali illustratori del paesaggio romantico inglese. I suoi disegni, tradotti in incisioni, raccontano un Nord evocativo e scenografico, dove arte e memoria danno vita a una visione idealizzata, ma profondamente espressiva.

Negli anni trenta dell’Ottocento la crescente attenzione per il paesaggio e la sua rappresentazione visiva favorì la pubblicazione di numerosi volumi illustrati dedicati al Nord dell’Inghilterra. Mentre Il paesaggio diventava specchio dell’anima e la stampa calcografica (1) uno strumento di contemplazione, quelle regioni si offrivano agli occhi del viaggiatore romantico come terre di rovine, vallate e memorie.

Castle Eden Hall, Durham. Disegnata da Thomas Allom, incisa da T. Jeavons. Stampa calcografica pubblicata negli anni 1830, probabilmente apparsa in una delle raccolte illustrate curate da Fisher, Son & Co (o in una delle loro edizioni associate, come quelle firmate H. Fisher, R. Fisher & P. Jackson), tra cui The Northern Tourist e Westmoreland, Cumberland, Durham and Northumberland Illustrated – Immagine Archivio Filari
Castle Eden Hall, Durham. Disegnata da Thomas Allom, incisa da T. Jeavons. Stampa calcografica pubblicata nel 1832 probabilmente come parte della raccolta Westmoreland, Cumberland, Durham and Northumberland Illustrated – Immagine Archivio Filari


Vedute del Nord: una guida turistica e una raccolta topografica

Nel 1834, in piena epoca romantica, veniva pubblicato The Northern Tourist, un volume illustrato che raccoglieva settantatré vedute dei paesaggi del Nord dell’Inghilterra commentate da Thomas Rose, molte delle quali disegnate da Thomas Allom, artista e architetto dalla spiccata sensibilità pittorica. Le sue incisioni, intrise di atmosfere e dettagli, non si limitavano a rappresentare luoghi: li evocavano, li interpretavano, li trasfiguravano.

Il volume riprendeva materiali già apparsi in una raccolta più ampia e articolata, intitolata Westmoreland, Cumberland, Durham, and Northumberland Illustrated, pubblicata a fascicoli tra il 1832 e il 1835, sempre con testi di Thomas Rose e disegni di Allom e altri illustratori. Le tavole di entrambe le raccolte erano incisioni calcografiche, spesso realizzate in acquaforte con interventi a bulino. The Northern Tourist era una selezione più compatta e divulgativa, pensata come guida illustrata per viaggiatori, mentre Westmoreland, Cumberland, Durham and Northumberland Illustrated era una raccolta più corposa, con testi descrittivi e un maggior numero di tavole.

Ayden Castle, Northumberland. Disegnata da Thomas Allom, incisa da D. Buckle. Stampa calcografica pubblicata negli anni 1830, probabilmente apparsa in una delle raccolte illustrate curate da Fisher, Son & Co (o in una delle loro edizioni associate, come quelle firmate H. Fisher, R. Fisher & P. Jackson), tra cui The Northern Tourist e Westmoreland, Cumberland, Durham and Northumberland Illustrated – Immagine Archivio Filari
Ayden Castle, Northumberland. Disegnata da Thomas Allom, incisa da D. Buckle. Stampa calcografica pubblicata negli anni trenta dell’Ottocento, probabilmente apparsa in una delle raccolte illustrate curate da Fisher, Son & Co (o in una delle loro edizioni associate, come quelle firmate H. Fisher, R. Fisher & P. Jackson), tra cui The Northern Tourist e Westmoreland, Cumberland, Durham and Northumberland Illustrated – Il castello è oggi noto come Aydon Castle, ma nelle stampe ottocentesche compare spesso come Ayden, la grafia riportata nelle didascalie originali. – Immagine Archivio Filari

Thomas Allom: l’architetto del paesaggio romantico

Nato il 13 marzo 1804 a Lambeth, nel sud di Londra, Thomas Allom fu una figura poliedrica del XIX secolo: architetto, pittore, incisore e viaggiatore instancabile. La sua formazione iniziò nel 1819 presso lo studio dell’architetto Francis Goodwin, dove affinò le competenze tecniche che lo avrebbero accompagnato per tutta la vita. Nel 1828 entrò alla Royal Academy Schools e già nei primi anni ’30 aprì uno studio privato a Londra, avviando una carriera che lo portò a progettare chiese, biblioteche ed edifici pubblici in tutta l’Inghilterra.

Ma è nel ruolo di illustratore che Allom lasciò un’impronta indelebile. Tra il 1820 e il 1840, le sue incisioni divennero il cuore visivo di numerosi volumi di viaggio, tra cui The Northern Tourist (1834), Constantinople and the Scenery of the Seven Churches of Asia Minor (1838), e China Illustrated (1845). I disegni, realizzati durante i suoi viaggi in Europa, Medio Oriente e Asia, combinano precisione architettonica e sensibilità romantica, offrendo vedute che sono al tempo stesso documentarie e poetiche.

Nel 1834 fu tra i fondatori dell’Institute of British Architects e nel 1860 ne divenne membro onorario. Negli ultimi anni, afflitto da problemi cardiaci, si ritirò gradualmente dall’attività. Morì il 21 ottobre 1872 a Barnes, dove aveva vissuto gran parte della sua vita, e fu sepolto nel cimitero di Kensal Green.

Disegnata da Thomas Allom, incisa da W. Taylor Da Westmorland, Cumberland, Durham and Northumberland Illustrated (The Northern Tourist) Pubblicato da H. Fisher, R. Fisher & P. Jackson, Londra, 1834–1835 - Archivio Filari
Burnshead Hall, Westmorland. Disegnata da Thomas Allom, incisa da Henry Wallys. Stampa calcografica pubblicata da Fisher, Son & Co, London 1835, probabilmente apparsa in una delle raccolte illustrate dell’epoca, tra cui The Northern Tourist e Westmoreland, Cumberland, Durham and Northumberland Illustrated – Immagine Archivio Filari

Una tecnica raffinata

Le stampe di Thomas Allom erano il risultato di una tecnica raffinata che univa disegno dal vero, incisione su metallo e stampa tipografica, secondo i canoni della produzione editoriale illustrata del XIX secolo. Durante i suoi viaggi, Allom realizzava schizzi dal vero a matita o penna con grande attenzione ai dettagli architettonici e paesaggistici, che poi rifiniva in studio, talvolta trasformandoli in acquerelli per definire luci e atmosfere.

Le stampe venivano eseguite da incisori professionisti su lastre di acciaio, materiale che negli anni ’30 dell’Ottocento aveva progressivamente sostituito il rame grazie alla sua maggiore resistenza, permettendo tirature più ampie senza perdita di definizione. Le tecniche utilizzate includevano l’acquaforte, in cui il disegno veniva tracciato su una lastra metallica ricoperta da una vernice protettiva e poi immersa in acido: il mordente corrodeva solo le parti scoperte, creando solchi nel metallo. Le incisioni venivano infine rifinite a mano con il bulino, uno strumento affilato in acciaio montato su un manico di legno, che consentiva di aggiungere dettagli e profondità.

Allom collaborava con incisori che traducevano i suoi disegni in matrici stampabili, mantenendo la delicatezza delle linee e la profondità delle ombre. Le lastre incise venivano inchiostrate e stampate su carta di alta qualità, accompagnate da didascalie e testi descrittivi, nel nostro caso redatti da autori come Thomas Rose, che contestualizzavano l’immagine.

Le stampe di Allom si distinguono per la composizione scenografica, l’uso del chiaroscuro e la capacità di evocare il “sublime” romantico, fondendo l’accuratezza topografica con una visione idealizzata del paesaggio. Ne risultano immagini al tempo stesso documentarie e poetiche. Questa tecnica, che richiedeva la collaborazione tra disegnatore, incisore e stampatore, rappresenta uno dei vertici dell’editoria illustrata dell’Ottocento.

Wood Hall, near Cockermouth. Disegnata da Thomas Allom, incisa da William Le Petit. Stampa calcografica pubblicata negli anni 1830, probabilmente apparsa in una delle raccolte illustrate curate da Fisher, Son & Co (o in una delle loro edizioni associate, come quelle firmate H. Fisher, R. Fisher & P. Jackson), tra cui The Northern Tourist e Westmoreland, Cumberland, Durham and Northumberland Illustrated – Immagine Archivio Filari 
Wood Hall, near Cockermouth. Disegnata da Thomas Allom, incisa da William Le Petit. Stampa calcografica pubblicata negli anni 30 dell’Ottocento, probabilmente apparsa in una delle raccolte illustrate curate da Fisher, Son & Co (o in una delle loro edizioni associate, come quelle firmate H. Fisher, R. Fisher & P. Jackson), tra cui The Northern Tourist e Westmoreland, Cumberland, Durham and Northumberland Illustrated – Immagine Archivio Filari

Il formato come linguaggio

Le stampe tratte dai disegni di Thomas Allom erano inserite in volumi di medie dimensioni, pensati per essere maneggevoli, ma capaci di valorizzare le immagini. Le singole vedute misuravano in genere circa 15 × 10 cm, un formato compatto che permetteva di stampare due immagini per pagina, senza compromettere la leggibilità dei dettagli.

Le proporzioni avevano un buon equilibrio tra altezza e larghezza per esaltare  la profondità dei paesaggi e la loro resa scenografica. L’intero volume era pensato per la lettura domestica, più che per l’esposizione, diventando un oggetto da salotto, da studio, da contemplazione, quello che oggi verrebbe definito un coffee-table book.

La scelta del formato non rispondeva solo a esigenze pratiche, ma anche a motivi estetici: aiutava a valorizzare la composizione, il gioco di luci e ombre, e la narrazione visiva. Ogni stampa era come una finestra aperta su un paesaggio, un invito al viaggio immaginario.

Barnard Castle, County of Durham. Disegnata da Thomas Allom, incisa da Samuel Lacey. Stampa calcografica pubblicata negli anni 1830, probabilmente apparsa in una delle raccolte illustrate curate da Fisher, Son & Co (o in una delle loro edizioni associate, come quelle firmate H. Fisher, R. Fisher & P. Jackson), tra cui The Northern Tourist e Westmoreland, Cumberland, Durham and Northumberland Illustrated – Immagine Archivio Filari
Barnard Castle, County of Durham. Disegnata da Thomas Allom, incisa da Samuel Lacey. Stampa calcografica pubblicata negli anni trenta dell’Ottocento, probabilmente apparsa in una delle raccolte illustrate curate da Fisher, Son & Co (o in una delle loro edizioni associate, come quelle firmate H. Fisher, R. Fisher & P. Jackson), tra cui The Northern Tourist e Westmoreland, Cumberland, Durham and Northumberland Illustrated – Immagine Archivio Filari

Il paesaggio come memoria: da Allom alla bellezza della prossimità

Thomas Allom fu più che un illustratore: fu interprete del paesaggio capace di rendere i luoghi accessibili, evocativi, duraturi. In un periodo storico in cui il viaggio era un’esperienza lenta e contemplativa le sue stampe raccontano una sorta di turismo “pre-industriale” che forse assomiglia a quello che oggi sperimentiamo nel cammino, nella riscoperta dei luoghi minori, nel desiderio di una relazione più profonda con il territorio.

Da allora molti dei paesaggi ritratti da Allom sono cambiati, alcuni sono proprio scomparsi. Le sue immagini diventano così testimonianze preziose, capaci di stimolare una riflessione sulla conservazione, sull’identità dei luoghi e sulla memoria. Osservarle oggi significa compiere un viaggio nel tempo, ma anche interrogarsi sul nostro modo di guardare la natura.

Nel corso dei secoli, il paesaggio è stato letto attraverso diverse lenti culturali, estetiche e interiori. Il nostro sguardo sul paesaggio si è evoluto: da quello romantico, che cercava il sublime, il pittoresco e il selvaggio, a uno più intimo e relazionale. Il sublime romantico nasceva dal distacco e dalla vastità, da uno sguardo che contemplava da lontano. Oggi, invece, potremmo forse azzardare l’idea di un “sublime della prossimità”, dove la bellezza nasce dalla relazione, dall’intimità con il luogo.

Molti paesaggi che consideriamo “naturali” sono inoltre frutto di una regia: giardini, vedute, prospettive costruite per piacere all’occhio. Ma il gusto contemporaneo sembra aprirsi anche a forme più spontanee, meno ordinate, dove l’imperfezione diventa segno di autenticità. Forse oggi possiamo immaginare una bellezza che nasce dalla coesistenza: dalla sovrapposizione di tracce, dalla convivenza tra umano e non umano. Ciò che un tempo era scarto o margine (una zona umida, una prateria di erbe selvatiche, un bosco) diventa oggi oggetto di contemplazione. L’arte e la fotografia naturalistica stanno ridefinendo i canoni del bello, aprendoli a forme più intime, più relazionali, più vere. Forse è proprio in uno sguardo attento, lento, consapevole  che possiamo ritrovare il senso del paesaggio oggi. Come accadeva nel XIX secolo, quando il viaggio era anche immaginazione, le vedute di Allom ci invitano ancora a sostare, osservare, contemplare. In quelle incisioni si apre una soglia: non solo verso un tempo passato, ma verso un modo diverso di abitare il presente.

Eamont Bridge, uno sguardo più attento alla stampa

"Eamont Bridge, from the Westmorland Side". Disegnata da Thomas Allom, incisa da W. Taylor. Stampa calcografica pubblicata negli anni 1830, probabilmente apparsa in una delle raccolte illustrate curate da Fisher, Son & Co (o in una delle loro edizioni associate, come quelle firmate H. Fisher, R. Fisher & P. Jackson), tra cui The Northern Tourist e Westmoreland, Cumberland, Durham and Northumberland Illustrated – Immagine Archivio Filari
“Eamont Bridge, from the Westmorland Side” – Immagine Archivio Filari

Di seguito, alcuni dettagli visivi che rivelano la ricchezza compositiva della stampa di Thomas Allom che raffigura Eamont Bridge:

1. Composizione e punto di vista

  • La scena è inquadrata da una posizione leggermente rialzata, che permette di abbracciare il ponte, il fiume e il paesaggio circostante.
  • Il ponte di Eamont è il fulcro visivo: le sue arcate creano una sequenza ritmica che guida lo sguardo verso il fondo.
  • Sul ponte, una carrozza in movimento introduce dinamismo e suggerisce il viaggio come esperienza viva.

Eamont Bridge - Particolare carrozza sul ponte

1. Presenza umana e narrazione

  • In primo piano, sulla riva, si intravedono delle lavandaie al lavoro nel trasportare e stendere i panni. Questo dettaglio domestico e quotidiano contrasta con la monumentalità del ponte, creando un equilibrio tra il sublime e l’intimo.
  • Le figure umane non sono protagoniste, ma animano la scena, rendendola vissuta e credibile.

Eamont Bridge - Particolare Lavandaie

 3. Atmosfera e chiaroscuro

  • Il cielo è reso con tratti leggeri e sfumati, forse per suggerire una luce mattutina o crepuscolare.
  • Le ombre sotto le arcate e tra gli alberi creano profondità, mentre il chiaroscuro accentua la tridimensionalità della scena.
  • L’atmosfera è quieta, contemplativa, quasi sospesa: invita alla sosta più che al movimento.

 4. Paesaggio e simbolismo

  • Il ponte diventa simbolo di passaggio, di soglia tra luoghi e tempi. È un elemento architettonico, ma anche poetico.
  • Il paesaggio circostante è idealizzato: alberi ben disposti, rive morbide, nessun segno di disordine. È una natura “curata”, pensata per piacere all’occhio romantico.

5. Gli alberi in primo piano

  • Gli alberi sono resi con una sensibilità che unisce precisione topografica e suggestione romantica.
  • I tratti sono incisi con cura: i rami e le chiome sono delineati con segni sottili e nervosi, che suggeriscono il movimento del fogliame e la varietà delle essenze arboree.
  • Gli alberi sono radicati nel paesaggio: le radici e i tronchi sono ben visibili, saldamente piantati nella terra, a evocare stabilità e continuità con il territorio.

6. I boschi sullo sfondo

  • Le masse arboree in lontananza sono rese con tratteggi più leggeri e sfumati, quasi vaporizzati, per suggerire profondità e distanza.
  • Pur essendo una stampa calcografica, Allom riesce a ottenere un effetto simile alla pittura ad acquerello, con boschi che si dissolvono nel cielo.
  • Il bosco non è solo un elemento naturale, ma ha una funzione evocativa e diventa simbolo di mistero, di silenzio. Allom disegna gli alberi come se fossero personaggi silenziosi del paesaggio: quelli in primo piano parlano con il corpo, quelli sullo sfondo sussurrano con l’atmosfera.

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Nota 1: Stampa calcografica: tecnica di stampa che utilizza una lastra metallica incisa (solitamente in rame o acciaio) per trasferire l’immagine su carta. L’inchiostro viene steso nei solchi incisi e poi impresso con una forte pressione, producendo stampe dettagliate e profonde.

Nota 2:

  • Henry Fisher, editore originario di Liverpool, si trasferì a Londra nel 1821 dopo un incendio nel suo magazzino.
  • In seguito, collaborò con il figlio Robert Fisher e con Peter Jackson, dando vita alla sigla H. Fisher, R. Fisher & P. Jackson, molto attiva negli anni ’30 e ’40 dell’Ottocento.
  • La casa editrice pubblicava opere illustrate, annuali letterari e volumi topografici, tra cui The Northern Tourist.
  • In alcuni casi, la stessa impresa veniva indicata come Fisher, Son & Co., una forma più sintetica e commerciale, usata anche per la distribuzione internazionale.
The Northern Tourist - Immagine Archivio Filari
The Northern Tourist – Pubblico Dominio

 

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Pubblico Dominio

 

📚 Fonti:

  • Allom, Thomas. The Northern Tourist. H. Fisher, R. Fisher & P. Jackson, Londra, 1834.Volume illustrato di riferimento, fonte primaria per molte delle stampe analizzate e testimonianza visiva del paesaggio nordico nell’Inghilterra romantica.
  • Allom, Thomas. Westmorland, Cumberland, Durham and Northumberland Illustrated. H. Fisher, R. Fisher & P. Jackson, Londra, 1834.
    Volume originale illustrato, fonte primaria per le stampe analizzate.

🖼️ Immagine di copertina: “Eamont Bridge, from the Westmorland Side”. Disegnata da Thomas Allom, incisa da W. Taylor. Stampa calcografica pubblicata negli anni 1830, probabilmente apparsa in una delle raccolte illustrate curate da Fisher, Son & Co (o in una delle loro edizioni associate, come quelle firmate H. Fisher, R. Fisher & P. Jackson), tra cui The Northern Tourist e Westmoreland, Cumberland, Durham and Northumberland Illustrated – Immagine Archivio Filari

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