Gli Allium ornamentali

Gli Allium ornamentali, con infiorescenze sferiche e colori vivaci, sono piante rustiche e scenografiche, perfette per giardini e bouquet. Facili da coltivare, resistenti e amate dagli impollinatori, uniscono bellezza e forme geometriche al giardino.

L’aglio ornamentale è una pianta molto decorativa, resistente ed estremamente facile da curare. Le infiorescenze hanno forme variabili (sferiche, a ventaglio o a ombrello) con piccoli fiori a stella che sbocciano da aprile-maggio fino ad estate inoltrata, in genere nei toni del rosa, violetto, del bianco, del giallo e del blu..

Anche le dimensioni vanno dalla nana alla gigante: gli steli dell’Allium misurano da 20 fino a 100-120 cm, e sono idonei sia per essere recisi che per essiccati per fare eleganti composizioni invernali.

La famiglia di appartenenza è quella delle Liliaceae, caratterizzata da un’infiorescenza a globo e dal caratteristico e pungente aroma di aglio o cipolla, dovuto fondamentalmente alla presenza di composti solforati nei bulbi.

Il fogliame è nastriforme, generalmente sottile e arcuato, di un colore verde chiaro o a volte glauco; è bene coltivare gli Allium tra altre piante o arbusti (ad esempio Graminacee o Rose) da cui possano fuoriuscire le infiorescenze, nascondendo la parte vegetativa, che tende a rovinarsi facilmente

Sono oltre il migliaio le specie appartenenti al genere Allium, per lo più diffuse nell’emisfero settentrionale ed i loro bulbi sono perfetti per l’inselvatichimento.

La messa a dimora deve avvenire in un posto soleggiato, i bulbi si adattano a rimanere nel terreno anche nei mesi più freddi perché non temono le basse temperature. E’ possibile coltivare l’Allium anche in vaso a patto di utilizzare contenitori capienti e profondi soprattutto per le specie grandi.

Interrate gli Allium in autunno ad una profondità che misuri almeno il doppio rispetto alla misura del bulbo, in modo che in primavera la pesante infiorescenza venga ben sostenuta dalla base.

Il terriccio fresco e ben drenato va innaffiato subito dopo l’impianto, poi può ricevere semplicemente le precipitazioni invernali. Diventa però utile un’irrigazione di soccorso durante la fioritura in caso di un periodo siccitoso.

Furono alcuni botanici russi all’inizio dell’800, con l’appoggio del Giardino Botanico Imperiale di San Pietroburgo, ad importare i migliori Allium da fiore dell’Asia centrale, poi i cacciatori di piante inglesi restarono affascinati da cotanta bellezza, e fecero arrivare in Europa delle meravigliose varietà e ibridi oggi disponibili.

Queste piante sono molto nettarifere quindi l’impollinazione è garantita in particolare da api e vespe ma la moltiplicazione può essere fatta in autunno o in primavera con l’estrazione dei bulbi e la divisione dei bulbilli che si sono formati intorno al bulbo principale. I bulbilli, dopo la divisione, vanno ripiantati nel terreno e innaffiati.

In generale sono piante rustiche, resistenti a parassiti e malattie.

Inoltre i parassiti sembrano non gradire l’aroma di queste piante, infatti su usa piantarle ai piedi dei roseti per prevenire la comparsa della muffa bianca e l’attacco dei temuti afidi.

E’ possibile produrre il miele dal nettare di Allium. Dall’Allium cepa (cipolla) si ricava un ottimo miele alla base di un rimedio omeopatico.

Nel linguaggio dei fiori l’Allium è una pianta che spesso assume connotazioni negative.

Nell’antica Grecia l’Allium veniva considerata una pianta degli inferi ed era dedicata ad Ecate (dea degli spiriti che accompagnava nel regno dei morti), nell’antico Egitto gli adoratori di Sokar (una divinità degli inferi) erano soliti adornarsi con ghirlande di aglio. I taoisti sostengono che l’aglio sia una pianta che nutre i demoni quindi non ne fanno uso.

Ma è bene precisare che all’aglio si attribuiscano anche delle virtù: sono note le sue proprietà antibatteriche.

Le sue tuniche (gli strati sovrapposti) nel linguaggio dei fiori indicano doppiezza e falsità (anche per il fatto che strofinarsi gli occhi con le cipolle produce false lacrime).

Nel Medioevo l’Allium cepa era il cibo dei poveri che mangiavano “pane e cipolla” e quindi simboleggiava povertà e miseria.

Oggi dimentichiamo tutti questi falsi miti e diffondiamo queste splendide piante nei nostri giardini: sono così autosufficienti ed hanno così poche richieste che a noi non resta che ammirare le variopinte corolle maggioline.

Corrado Sacco, Agronomo e Presidente del Garden Club di Alessandria

🖼️ Immagine di copertina: Foto di Peter Kraayvanger da Pixabay

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