La gustosa Acca
Acca sellowiana, detta anche feijoa, è un arbusto rustico e ornamentale dai fiori edibili e frutti profumati. Originaria del Sud America, si adatta bene ai climi europei ed è coltivata anche in vaso. Il Garden Club ne racconta storia e virtù.
Acca sellowiana potrebbe essere ancora nota col vecchio nome di Feijoa sellowiana o ancora Guayabo del Brasile, ma non è poi così recente nei nostri giardini. Anni fa era considerata pianta esotica e tropicale, tipica delle nostre zone climatiche miti; in verità possiede una rusticità sorprendente, perciò si sta diffondendo anche nei giardini della pianura padana. Supera abbastanza bene gli inverni (sempre più teneri), fiorisce e soprattutto fruttifica.
Tutto di questa pianta è degno di nota: la bellezza dei fiori, delle foglie, della corteccia e del portamento, i frutti sono commestibili e di buon sapore, la facilità di coltivazione e la resistenza ai geli. La sua origine geografica giustifica la sua rusticità: Brasile meridionale, Argentina settentrionale, Uruguay e Paraguay. Queste terre hanno infatti un clima simile a quello dell’Europa meridionale: le notti invernali sono fredde e con possibili gelate. La feijoa, pur essendo di origine semi-tropicale, sopporta anche temperature basse, fino a −12 °C.
Acca sellowiana appartiene alla famiglia delle Myrtacee, ed è un arbusto di 3-5 m di altezza con foglie persistenti opposte, ellittiche, coriacee e tormentose sulla pagina inferiore tanto da apparire argentea.
Il fiore, rutilante ma elegante, è formato da petali carnosi (commestibili) di colore bianco nella pagina inferiore e rosa carico sopra. Il tutto è arricchito da un vistoso ciuffetto di stami rossi.
Il frutto è una bacca ovoidale lunga circa 5 cm e larga 3, che contiene numerosi semi, durissimi, immersi in una polpa color crema, dal gusto dissetante e dal profumo aromatico, con un misto di ananas, fragola e limone. Ottimo consumato fresco con un cucchiaino, una volta tagliato a metà. Contiene pochissime calore ma molto potassio e vitamina C, nonché ferro e fosforo, ma soprattutto è importante per il suo contenuto di iodio, utilissimo per chi soffre di ipotiroidismo. Il frutto viene anche sfruttato in cosmetica per le notevoli proprietà idratanti.
Una volta che il frutto è maturo (settembre-ottobre), si distacca naturalmente dalla pianta ed è questo il momento ideale per il suo consumo: durerà però solo qualche giorno. La specie è spesso autosterile, cioè per avere il frutto è necessario coltivare almeno due varietà diverse o avere piante prodotte da semi diversi per l’impollinazione incrociata.
Anche i fiori sono edibili e vanno ad arricchire croccanti insalate, oppure si mangiano come caramelle. Con le foglie essiccate si prepara un infuso dolce e aromatico.
La pianta è un arbusto di poche pretese, molto adattabile e poco incline alle malattie. In luoghi ventosi le siepi di feijoa sono spesso usate per costituire siepi antivento.
Preferisce terreno sciolto e ben drenato, anche sabbioso. L’esposizione migliore è in pieno sole, ma al sud è meglio scegliere una posizione di mezz’ombra. Se si deve potare è meglio farlo precocemente, subito dopo la fioritura, per non compromettere la produzione dell’anno successivo, dato che fruttifica sui rami di un anno..
E’ possibile coltivarla in vaso, su balconi o terrazzi, poiché non soffre la siccità.
Non è un problema trovarla nei vivai, ormai si è molto diffusa: consiglio l’acquisto di esemplari di un’altezza di circa 1,5 m, così si insedieranno più rapidamente. Nelle ex colonie spagnole il nome comune di guayabo oltre ad indicare l’arbusto, serviva anche per indicare le ragazze giovani e attraenti.
Corrado Sacco, Agronomo e Presidente del Garden Club di Alessandria

🖼️ Immagine di copertina: Acca sellowiana – Image by Nick_the_Photographer from Pixabay
