Oleandro rosa in fiore

I coloratissimi Oleandri

L’oleandro è un arbusto sempreverde resistente e ornamentale, ideale per vasi e giardini. Fiorisce abbondantemente, teme il freddo e va potato ad agosto. Si moltiplica facilmente per talea, ma attenzione: è velenoso in tutte le sue parti.

L’Oleandro, Nerium oleander, è un arbusto sempreverde resistente alla salsedine e alla siccità; è molto ornamentale e la sua coltivazione semplice.  Teme solamente il freddo, ma prospera bene in luoghi temperati, soleggiati e riparati dal freddo, magari contro un muro esposto a sud. Nonostante il suo portamento cespuglioso, l’oleandro non teme le potature e quindi può essere allevato ad albero per la coltivazione in vaso o per realizzare viali alberati sempreverdi dalla suggestiva e abbondante fioritura, che raggiungono un’altezza fino a 6 metri.

La potatura dell’oleandro è necessaria sia per fini contenitivi, che per evitare di diventare preda facile di attacchi fungini e altri parassiti (ad esempio la Rogna dell’Oleandro). Bisogna infatti garantire un buon arieggiamento anche tra i fusti più interni della pianta; si esegue dopo la prima fioritura estiva, nel mese di agosto. Se la potatura si esegue in primavera, si rischia di non vederlo neanche fiorire. I fiori dai colori molto vivaci possono essere semplici o doppi, spesso sono profumati.

Bisogna irrigare spesso e abbondantemente l’oleandro se coltivato in vaso. Meglio evitare il sottovaso, per non creare ristagni.

Può essere coltivato anche in nord Italia a patto che le temperature non scendano sotto lo zero per periodi prolungati: le foglie bruciano e sotto i -5 °C la pianta è destinata a morire. Conviene proteggere le radici con cartoni e paglia con la tecnica della pacciamatura e isolare le chiome avvolgendole con tessuto non tessuto.

Il concime va somministrato soprattutto in caso di oleandro in vaso, con le coltivazioni in pieno campo, il concime è usato per favorire la fioritura. La propagazione per talea dell’oleandro è molto semplice da attuare. Il periodo migliore per taleare l’oleandro cade in primavera o a settembre/ottobre. Con delle cesoie affilate e disinfettate si prelevano alcuni giovani rami lunghi circa 15 – 20 cm perché radicano con maggiore facilità, quindi assicuratevi di recidere rami che non abbiano mai fiorito. Bisogna eseguire un taglio obliquo così da massimizzare la superficie di radicazione ed eliminare tutte le foglie basali. Trasferite le talee di oleandro in un vaso pieno di acqua (non calcarea) e nel giro di pochi giorni si formeranno le prime radichette. Quando le talee avranno emesso delle radici lunghe 2,5 – 3 cm, trasferite le talee in un contenitore con del terriccio soffice; una miscela di terriccio universale, sabbia e torba (in parti uguali) andrà benissimo. Interrate la base delle talee di oleandro e irrorate acqua in modo da tenerle sempre umide. Dopo circa un mesetto la talea di oleandro produrrà nuovi germogli verdi, quindi la moltiplicazione per talea sarà avvenuta con successo! La seguente primavera potrete trapiantare gli oleandri ottenuti in vasi da 18 cm di diametro, e dall’autunno in poi in piena terra, nella dimora definitiva.

E concludiamo con la classica domanda: l’oleandro è velenoso? 
La risposta è sì. Sia le foglie, sia i fusti dell’oleandro sono velenosi, anche semi e fiori possono essere velenosi in misure differenti. La sostanza che rende velenoso l’oleandro si chiama oleandrina, la cui ingestione può dare origine a sintomi di diversa entità: gastrointestinali (nausea, diarrea e vomito), dolore addominale, salivazione eccessiva…fino a quelli più pericolosi a carico del cuore che si esplicano con aritmia (pulsazioni cardiache irregolari) e arresto cardiaco.

Basta quindi davvero qualche semplice accortezza per godere solamente dei suoi tanti aspetti positivi. Sono sicuro che ne vorrete collezionare di tutti i colori.

Corrado Sacco, Agronomo e Presidente del Garden Club di Alessandria

🖼️ Immagine di copertina: Foto di Hans da Pixabay

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