Le piante che vivono d’aria: le Tillandsie

Le Tillandsie, note come piante che vivono d’aria, sono epifite affascinanti che non richiedono terra. Resistenti e decorative, arricchiscono gli ambienti con eleganza naturale e semplicità di coltivazione.

La natura offre alle piante innumerevoli possibilità di adattamento e le Tillandsie ne hanno scelto una davvero fantastica: si nutrono di aria. Queste belle piante della famiglia delle Bromeliacee scelgono di vivere liberamente dove capita, sui rami degli alberi, sui fili della luce e tipicamente  sulle ringhiere delle case, come ad esempio nella vicina Liguria. Sono infatti piante epifite, cioè amano vivere ‘sopra’ ai loro supporti, semplicemente appoggiandosi. Le foglie sono tappezzate da squame argentee, i tricomi, e danno alle tillandsie un aspetto generale glauco/argenteo. In genere servono a proteggere la foglia, a diminuirne la temperatura ed evitare la perdita di acqua, filtrare i raggi solari evitando dannose bruciature, intrappolare ed assorbire l’acqua e i sali minerali disciolti nell’aria canalizzandoli nei tessuti della pianta. Ma queste piante si nutrono anche grazie alla simbiosi costituita dalle colonie di batteri azotofissatori, che vivono sulle foglie garantendo alle Tillandsie una fonte importante di sostanze azotate. Alcune specie stabiliscono una collaborazione anche con le formiche: la pianta offre agli insetti il suo pseudobulbo basale come rifugio e viene ricambiata da questi con il rilascio di scarti organici ricchi di azoto.

Le Tillandsie sono originarie del sud degli Stati Uniti fino alla Patagonia e contano oltre cinquecento specie. Erano già ben note ai Maya che le utilizzavano per ornare case e templi, ma i primi europei a rimanere meravigliati alla vista di un albero che presentava foglie di colori e forme totalmente diverse -in realtà si trattava di un albero coperto di tillandsie di differenti specie- furono gli uomini sbarcati insieme a Cristoforo Colombo sulle coste americane.

Secondo recenti studi le Tillandsie sono in grado di assorbire gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA), pericolosi agenti inquinanti di accertata attività cancerogena prodotti principalmente dal traffico, dal riscaldamento domestico e dalla attività industriale. Le Tillandsie, data la loro vita aerea, possono svolgere bene la funzione di biorivelatore di inquinanti atmosferici. In questo periodo invernale di elevata concentrazione del particolato atmosferico, potrebbero rivelarsi utili ed esteticamente gradevoli dei grandi pannelli ricoperti di Tillandsie da sistemare nei punti dove più intenso sia il traffico.

Le tecniche di coltivazione sono abbastanza semplici: le tillandsie vivono bene all’aria aperta, specialmente se appese all’ombra di un albero o legate a un pezzo di corteccia in una posizione protetta dal sole delle ore più calde. Nelle regioni di clima mite le Tillandsie possono restare all’esterno tutto l’anno. Nei casi in cui il termometro scenda al di sotto dei 4-5 gradi e non si abbia la possibilità di ripararle senza spostarle è consigliabile portare le piante al chiuso in autunno onde evitare nocivi sbalzi di temperatura.

Le tillandsie si adattano anche bene a vivere negli interni purché ci sia abbastanza luce e una buona ventilazione. Il sostegno su cui vengono appoggiate è indifferente. Potrebbe essere una pietra, un ramo secco, un oggetto di vetro, resina, ceramica o di qualsiasi altro materiale, ad esempio tra le foglie di una pianta d’interno i cui detriti contribuiranno al nutrimento della Tillandsia.

Le Tillandsie tenute all’aperto in giardini o terrazzi ricevono l’acqua dalla rugiada e dalla pioggia. In casa non è consigliabile l’impiego di acqua del rubinetto: il calcare potrebbe depositarsi sulle foglie danneggiando i tricomi e il cloro, che quest’acqua contiene, non giova in genere alle bromeliacee. Meglio utilizzare quella filtrata oppure quella del ferro da stiro. L’annaffiatura dovrà essere abbondante in primavera e in estate e limitata in autunno e inverno. Una media annua di due vaporizzazioni a settimana può essere sufficiente.

Per le Tillandsie coltivate negli interni bisogna far ricorso alla fertilizzazione che contenga i tre elementi N-P-K in parti uguali (per esempio 20 20 20). La dose consigliabile di fertilizzante è un grammo diluito in un litro d’acqua. Con questo preparato si vaporizzano le piante due volte al mese in primavera ed estate e una d’inverno.

Le Tillandsie possiedono una buona resistenza alle malattie, tuttavia è necessario controllare le piante periodicamente ma comunque possiamo dire che queste piante con le loro forme insolite ed i delicati colori delle foglie che contrastano piacevolmente con le tinte vivaci dei fiori, siano le piante ideali per rallegrare le nostre stanze chiedendo in cambio solo pochi minuti del nostro tempo. L’ultima moda è quella di utilizzarle come decorazione nelle bomboniere per le cerimonie.

Corrado Sacco, Agronomo e Presidente del Garden Club di Alessandria

🖼️ Immagine di copertina: Foto di Nicole Schüler da Pixabay

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