L’impronunciabile Lagerstroemia
Celebriamo la bellezza estiva di questa pianta ornamentale, con fiori vivaci e colori spettacolari. Una riflessione e alcuni suggerimenti per la messa a dimora e la coltivazione.
Questa pianta dal nome così difficile venne battezzata da Linneo, quando volle rendere omaggio al suo amico personale, L. Magnus von Lagerstroem. Si tratta di un arbusto o piccolo albero a foglia caduca, originario dell’Asia (Cina, Giappone e Korea); può raggiungere i 5-8 metri di altezza. La prima Lagerstroemia (L. indica) venne introdotta in Europa alla metà del 1700. Si diffuse molto velocemente grazie alle sue qualità estetiche. In Asia ancora oggi viene comunemente utilizzata per la produzione di legname che ha il pregio di non venir attaccato dagli insetti, di essere molto compatto e di avere un colore rossiccio molto apprezzabile.
Il suo portamento è quello di un albero dal fusto eretto e sottile molto liscio, color grigio marrone, marezzato. Nei soggetti adulti, durante l’autunno e l’inverno, la corteccia si sfalda creando un effetto molto decorativo. Ha foglie alternate, ellittiche di un bel verde scuro (rosse allo spuntare e aranciate prima di cadere dando una calda luce a quell’angolo di giardino). In estate all’apice dei rami le Lagerstroemia producono lunghe pannocchie di fiori di colore bianco, rosato o lilla o porpora con fiori a mazzetti e con l’andare della stagione producono anche abbondanti semi.
Se cresciuta col suo portamento naturale diventa una pianta dalla chioma espansa molto ampia ma non molto densa. Spesso però viene fatta crescere ad alberello o a cespuglio, in questo modo la pianta sviluppa più tronchi paralleli. Questi piccoli alberi sono alquanto diffusi nei giardini come esemplari singoli, ed anche nelle alberature stradali: richiedono davvero poche cure se non la potatura corta a fine inverno per avere tante infiorescenze in tarda estate. Durante l’inverno la pianta si spoglia completamente ed è una tra le ultime piante a germogliare in primavera. Le specie di Lagerstroemia sono circa ottanta, ne esistono anche di molto più imponenti, come L. speciosa, che raggiunge i 20-25 metri di altezza, ma teme leggermente il freddo; L. nana è invece un piccolo arbusto, che raggiunge i 50-90 cm di altezza, molto indicata per la coltura in vaso, magari su un terrazzo/balcone. Insomma…ce n’è per tutti i gusti e per tutti gli spazi verdi a disposizione.
Queste piante vanno poste dimora in primavera in luogo soleggiato, o a mezz’ombra; non temono il freddo e sopportano senza alcun problema il caldo estivo e l’inquinamento ambientale. Certamente dare loro un’esposizione luminosa favorirà una abbondante fioritura e dei bei colori autunnali del fogliame.
Sono comunque piante poco esigenti e difficilmente si ammaleranno, attenzione però a non ammassarle ad altri cespugli, le loro chiome hanno bisogno di ‘respirare’, altrimenti potrebbe sempre essere in agguato il mal bianco su fiori e foglie degli esemplari più sensibili. Se l’annata alterna piogge e giornate calde è meglio prevenirne l’insorgenza con l’utilizzo di prodotti a base di zolfo. I boccioli floreali vengono invece colpiti dagli afidi.
Gli esemplari a dimora da tempo si accontentano delle piogge; gli esemplari giovani possono necessitare di annaffiature durante i mesi più caldi dell’anno o in caso di siccità prolungate. In vaso è necessario irrigare in maniera che il terreno resti sempre mediamente umido; preferiscono terreni ben drenati e ricchi di humus, possibilmente argillosi o calcarei.
Per moltiplicare la Lagerstroemia un’ottima soluzione è la talea legnosa che si effettua a fine estate. Bisogna mettere i rametti, lunghi circa 15 cm e privati delle foglie alla base, in un composto di sabbia e perlite e tenute coperte per mantenere l’umidità. Un valido aiuto possono essere le polveri a base di ormoni radicanti. Di solito si possono vedere le radici già in primavera. Volendo si può anche procedere margottando un ramo non troppo grande. Le giovani piantine si pongono a dimora dopo almeno 2-3 anni di coltivazione in vaso.
La concimazione va somministrata in autunno circondando il piede con dello stallatico maturo, da interrare in primavera con una leggera zappettatura, somministrando poi del concime granulare per alberi o piante fiorite per favorire la produzione fiorale. Se si coltivano in vaso si può anche procedere due volte al mese con l’utilizzo di un concime liquido ad alto tenore di fosforo e potassio, a partire dalla primavera.
Sono piante dalla crescita piuttosto lenta, quindi raramente è il caso di intervenire in maniera drastica. Quando la pianta è adulta invece bisogna tagliare di circa 3/4 i rami apicali dell’anno precedente, in primavera. In questa maniera la pianta resterà ordinata e produrrà nuovi germogli che offriranno un’abbondantissima fioritura.
Corrado Sacco, Agronomo e Presidente del Garden Club di Alessandria

🖼️ Immagine di copertina: Image by Bishnu Sarangi from Pixabay
