La fragranza della Daphne

La Daphne è un arbusto elegante e profumato, amato per i suoi fiori intensamente aromatici. Fiorisce in inverno o primavera, regalando bellezza e fragranza ai giardini. Richiede cure attente, ma ripaga con fascino e delicatezza.

La Daphne è un arbusto spontaneo e resistente che sfida coraggiosamente i ritorni del freddo. La più famosa si chiama volgarmente ‘fior di stecco’ (Daphne mezereum), cresce spontanea in tutta Italia, soprattutto nella fascia alpina e subalpina, ma viene sfruttata con funzione ornamentale fin dal 1561.

Non è facile distinguerla in mezzo al grigiore del bosco invernale, ma è quasi impossibile non accorgersi dell’acuto profumo dei fiori, che si aprono già in febbraio sui rami dell’anno precedente, dando poi vita a drupe velenosissime. In coltivazione, va tenuto presente che il suo terreno preferito è quello calcareo fertile, molto ben drenato e fresco: il loro apparato radicale non ama trapianti, rinvasi, trasferimenti di ogni tipo; conviene quindi trovare subito il posto più adatto, perché ad ogni rinvaso o trapianto, può corrispondere un biennio di assenza di fiori, o anche la morte.

Ma il genere Daphne conta circa una settantina di specie di piante erbacee suffruticose, e arbusti, originarie dell’Europa, dell’Asia e dell’Africa. Si distinguono due grandi gruppi, ovvero le dafne sempreverdi e le dafne a foglia caduca; andiamo dalle specie nane alpine tappezzanti, che non superano i 10-15 cm di altezza, fino alle specie più grandi, che costituiscono ampi arbusti, alti fino a 100-150 cm o anche di più. Hanno foglie ovali, alterne, sempreverdi, lucide e coriacee. La gran parte delle specie di dafne sono molto adatte per il giardino roccioso, le specie arbustive invece si adattano a produrre siepi (soprattutto nel caso di specie sempreverdi) o come esemplari singoli. Queste piante prediligono posizioni semiombreggiate, e in particolare si comportano come le clematidi: la testa deve stare al sole, i piedi all’ombra. Il trucco sta nel trovare il giusto equilibro tra una buona insolazione di rami giovani e foglie, e ombreggiatura per la base della pianta e per le delicate radici.

E’ proprio ciò che ho fornito al mio (per ora!) unico esemplare in giardino, ovvero la Daphne x transatlantica ‘Eternal Fragrance’, Questo piccolo arbusto con il fogliame semi-persistente dalla forma naturalmente rotonda non necessita di potatura. La fioritura primaverile, molto profumata, ad aprile/maggio è più abbondante, ed è seguita da una successione di piccole fioriture da giugno a settembre.

Altrimenti c’è la Daphne odora: arbusto sempreverde originario dell’Asia, molto coltivato in Cina e Giappone; ha foglie ovali, appuntite, abbastanza coriacee, di colore verde scuro; a fine inverno o inizio primavera all’apice dei rami produce ampi racemi, costituititi da piccoli fiori di colore rosa, molto profumati; i fiori della pianta vengono utilizzati in Giappone per profumare la biancheria, come si fa in Europa con la lavanda. La varietà a foglia aureo marginata è davvero molto decorativa. Daphne pontica: arbusto sempreverde, originario delle zone Caucasiche e della Turchia; produce grandi foglie coriacee, di colore verde scuro, lanceolate; in primavera all’apice dei rami sbocciano piccoli fiori a stella, di colore giallo verde, riuniti in racemi tondeggianti. Questa daphne è molto tollerante dell’ombra, e può essere coltivata anche al di sotto di conifere, con una forte ombreggiatura.

Daphne laureola: Arbusto sempreverde, che si mantiene in genere al di sotto dei 150 cm di altezza, originario dell’Europa e del nord Africa; produce grandi foglie cuoiose, di colore verde scuro, e in primavera piccoli fiori verdastri, leggermente profumati, a cui seguono bacche scure, velenose per gli essere umani, ma gradite agli uccelli. Queste piante prediligono terreni alcalini e argillosi, ma si sviluppano in qualsiasi terreno, anche se non amano i ristagni idrici.

Daphne cneorum: Piccolo arbusto tappezzante, sempreverde, diffuso in tutta Europa; raggiunge al massimo i 20-25 cm di altezza, con ogni singolo ramo, arcuato o strisciante, che si può allungare fino a 35-40 cm. Foglie lanceolate, di colore verde brillante, lucide e coriacee; in primavera, all’apice dei piccoli rami, sbocciano numerosi fiori di colore rosa intenso, riuniti in mazzetti, molto profumati.

Il nome, di origine classica, è quello della ninfa che chiese di essere tramutata in pianta piuttosto che cedere alle attenzioni del dio Apollo. La dafne, nonostante la bellezza dei fiori e della pianta in generale, è velenosa in ogni sua variante. In particolare la maggiore forza venefica è raccolta nei suoi frutti e nella corteccia. Il suo significato, recentemente composto, può essere riassunto nella frase: “Non ti vorrei in nessun altro modo”.

Lo storico Linneo racconta nei suoi scritti che bastano sue “cinque bacche” per uccidere un lupo. Come tutte le cose belle, e spesso pericolose!

Corrado Sacco, Agronomo e Presidente del Garden Club di Alessandria

🖼️ Immagine di copertina: Daphne – Image by Beverly Buckley from Pixabay

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