L’albero di Giuda
L’albero di Giuda (Cercis siliquastrum), noto per la fioritura rosa intensa primaverile, è il protagonista di oggi. Tra simbologia sacra, curiosità botaniche e paesaggismo urbano, il Garden Club lo racconta con precisione storica e botanica.
Il nome, Albero di Giuda, condanna nella nostra cultura cristiana il Cercis siliquastrum ad essere guardato con eterno sospetto: le colpe di Giuda, infatti, reo del tradimento per trenta denari, non sono facili da dimenticare, anche se la leggenda non attribuisce nessuna colpa a questo indiscusso protagonista della flora ornamentale mediterranea.
Originario dell’area orientale del Mediterraneo si è col tempo diffuso lungo le coste di tutto il bacino e, per opera dell’uomo, in tutte le regioni il cui clima ne consenta la sopravvivenza all’interno di parchi e giardini. E’ un albero appartenente alla famiglia delle Leguminose, ricercato per le sue dimensioni non eccessive, per la fioritura precoce che accende i viali e i giardini a primavera quando ancora manca un tripudio di vegetazione, per il colore rosa vivissimo. Il suo nome è probabilmente frutto di un errata trasposizione così come più volte è accaduto nella storia: molte fonti sono concordi nell’asserire che in origine si trattasse dell’albero della Giudea e non di Giuda. A favore di quest’ipotesi sono appunto l’area d’origine della pianta e la sua larga diffusione nei territori d’Israele. Alcune versioni della sua leggenda parlano di Giuda che tradisce Gesù sotto ai rami di un Cercis e successivamente, tornato sul luogo del peccato, s’impicca ai suoi rami, colorando per la vergogna di rosso sangue i fiori in origine candidi. Un’altra tradizione pone comunque il Cercis fra gli alberi maledetti: sarebbe stato suo il legno della croce di Cristo. Il legno dell’Albero di Giuda è di colore rosso caratterizzato da abbondante venatura che lo rende idoneo a lavori di ebanisteria, di intaglio, o, per la sua elevata resistenza, per piccoli oggetti al tornio.
Dalla pianta, e in particole dai giovani rami, si ricava un principio tintorio di colore giallo. I vistosi fiori rosa-violacei sbocciano, prima della nascita delle foglie, sui rami più vecchi (spesso i fiori spuntano anche dal tronco). Presenta delle foglie tonde, cuoriformi o reniformi, verde chiaro, molto ornamentali; ai fiori succedono dei baccelli di semi (legumi), molto numerosi, appiattiti e pendenti, che rimangono sulla pianta fino alla primavera successiva.
Le api possono giovarsi non poco di queste fioriture precoci e imponenti che assicurano un buon nutrimento all’inizio di stagione. I fiori del Cercis sono indicati per ottenere come prodotto d’alveare il miele di melata. I suoi fiori sono una vera bontà. Se avete in giardino un albero di Giuda e non siete troppo vicini al traffico cittadino, potete provare ad usare un po’ di fiori anche in cucina, nelle insalate, nelle frittate e per croccanti frittelle in pastella come
per quelli di acacia. Potrete impiegarlo anche come raffinato dolcificante, come tocco finale sulle coppe di gelato, come addizione allo yogurt magro o su pane e burro.
Gradisce un’esposizione in pieno sole, possibilmente protetta dai venti; si sviluppa prevalentemente in pianura, preferendo i climi miti a quelli rigidi. In età avanzata può raggiungere anche gli 8 m, anche se solitamente le sue dimensioni sono più contenute: tra i quattro e i cinque metri. Predilige un terreno calcareo, ben drenato, anche sassoso; si adatta comunque bene a qualsiasi terreno da giardino; va piantato in ottobre e si presta molto bene per le alberature dei viali cittadini essendo molto resistente all’inquinamento, ai parassiti e alle malattie. Gli unici insetti che possono colpirlo sono gli afidi.
Si moltiplica agevolmente per seme e prima di mettere a dimora definitiva la pianta è meglio aspettare almeno un paio d’anni.
Il Cercis siliquastrum necessita di potature solo in caso di danni evidenti ai rami a causa del freddo e del gelo. In questo caso le potature possono anche essere drastiche. Conviene procedere dopo la fioritura, quando i rami produttivi sono più facilmente riconoscibili. Piantate un Cercis in giardino, senza dare troppo ascolto alle leggende mai confermate perché quest’albero non è altro che uno dei tanti meravigliosi regali che la natura ci ha donato. E la natura, si sa, non è mai maledetta, anzi è benedetta per tutti i doni che ogni giorno ci offre gratuitamente.
Corrado Sacco, Agronomo e Presidente del Garden Club di Alessandria

