L’insolita “Forsizia bianca”
La “Forsizia bianca” (Abeliophyllum distichum), arbusto coreano raro e precoce, fiorisce tra febbraio e marzo con eleganti racemi bianco-rosati. Rustico e profumato, è ideale per siepi e giardini, ce lo racconta il Garden Club di Alessandria.
Abeliophyllum distichum ha un bel portamento leggero ed armonioso con una ricca fioritura profumata in bianco rosato, decisamente simile alla Forsizia gialla che in queste settimane adorna i nostri giardini. Solo che la fioritura è candida ed il portamento un po’ meno espanso.
E’ una vera e propria chicca del giardino, di origine coreana e insolita da trovare. Questo arbusto ama il terreno normale, ben drenato, come esposizione preferisce il sole filtrato dai rami di un albero, i fiori stellati riuniti in racemi ascellari sono bianchi e poi divengono rosa chiaro ed appartiene alla famiglia delle Oleaceae.
Il suo periodo di fioritura è Febbraio – Marzo, raggiungendo un’altezza massima di 150 – 250 cm, il fogliame è verde sino all’arrivo della stagione autunnale quando questo assume colorazioni rosso-aranciate davvero interessanti.
La pianta di Abeliophyllum distichum in inverno è un arbusto a foglia caduca, ma rimane comunque rustico e poco esigente per quanto riguarda il terreno, direi che sia ideale utilizzato isolato, in gruppi, in macchie o in siepi di medie dimensioni, bello anche a ridosso di muri. Come accostamenti vedrei bene l’Abelia grandiflora, il Chaenomeles japonica (magari in un bel tono rosato o rossiccio), il Viburnum bodnantense.
Per avere un buon risultato deve essere piantata con una densità di 1 pianta al mq e, per esperienza, nel tempo tende a prendere un portamento piuttosto disordinato, quindi abitualmente ogni 3-4 anni ad aprile- maggio do una bella potata per regolare la forma sferica e farla poi fiorire compatta l’anno seguente. Non può mancare l’acqua nei mesi estivi e siccitosi, se poi la coltivate in vaso a maggior ragione va regolarmente irrigata.
L’Abeliophyllum distichum non teme il freddo e dato che sopporta le temperature rigide, può essere messa a dimora tra l’autunno e l’inverno, così le sue radici avranno il tempo di svilupparsi e far sì che la pianta possa essere pronta per la ripresa primaverile. Curate bene la buca di impianto, muovendone cioè in profondità la terra e mischiando stallatico pellettato alla parte con cui si effettua il riempimento della buca (in proporzione di una parte su tre) non è necessario intervenire con ripetute concimazioni nell’arco dell’anno. Dal secondo anno di messa a dimora di Abeliophyllum distichum, ne bastano una a fine fioritura in primavera e una verso fine autunno. Quest’ultima possibilmente con un titolo più alto di fosforo, rispetto a potassio e azoto. L’arbusto è piuttosto resistente e difficilmente viene attaccato da parassiti o da malattie; il metodo migliore per la riproduzione di Abeliophyllum distichum, è la talea erbacea o semilegnosa da far radicare in estate.
Pare che il primo a scoprire l’Abeliophyllum distichum fosse il botanico giapponese Nakai Takenoshi, il quale nel 1919 lo descrisse attentamente nei suoi appunti e che la prima pianta fu commercializzata a partire dal 1937 dal vivaista di Wimborne WJ Marchant, nel Dorset, che nel suo catalogo lo descriveva come un arbusto armonioso caratterizzato dal portamento leggero ed espanso, la cui precoce fioritura lo avrebbe reso desiderato a coloro che amavano abbellire i propri giardini. Ma in realtà deve il suo nome a Clarke Abel, un medico inglese che visse nella prima metà dell’800. Abel fu avviato alla ricerca delle piante in varie parti del mondo, da Sir Joseph Banks, consigliere reale per i giardini di Re Carlo III d’Inghilterra. Quindi, se troneggiava nei giardini reali inglesi, perché non dovremmo averlo anche noi tra i nostri fiori?
Corrado Sacco, Agronomo e Presidente del Garden Club di Alessandria

