La bellezza spontanea dell’Erica
Erica carnea e Calluna vulgaris sono protagoniste delle brughiere e dei giardini. Scopriamo le loro differenze botaniche, le origini e i consigli per coltivarle, celebrando la bellezza spontanea della flora selvatica.
Con il nome di “Erica” si intendono due generi diversi, Erica carnea e Calluna vulgaris, dall’aspetto molto simile, appartenenti alla famiglia delle Ericacee. Si presentano come piccoli cespi alti e larghi fino a 30 cm, molto ramificati, a crescita lenta. Le foglie sono coriacee, aghiformi ed embricate, molto piccole, di colore verde intenso. Di Erica esistono alcune decine di varietà, di Calluna circa un centinaio, differenti soprattutto per il colore dei fiori. Sono sicuramente piante da esterni e soffrono veramente molto l’aria calda. Per l’acquisto preferite esemplari in vendita all’aperto nei garden center.
I fiori, cartacei, piccoli ma numerosissimi, tanto da nascondere il fogliame, sono di colore rosa (bianchi, rossi o verdi nelle cultivar), e appaiono in agosto-novembre su Calluna e in febbraio-aprile su Erica.
Queste piante acidofile devono stare all’aperto, anche sotto zero e sotto la neve, in un punto dove il sole non batta a mezzogiorno, ma solo al mattino o al pomeriggio. E il terriccio deve rimanere soffice e sempre leggermente umido, come accade nei paesi dall’Europa centro-settentrionale da cui proviene. Queste piante sempreverdi ricoprono bene il suolo e convivono perfettamente con altre piante acidofile come le varie specie di rododendro, azalea e camelia, oppure Pieris e Kalmia. L’erica cresce molto lentamente, per ottenere i migliori risultati il terreno del giardino potrà essere mischiato a sabbia, torba e foglie secche per renderlo più soffice. L’erica non sopporta particolarmente bene la siccità se coltivata in vaso corre il pericolo di seccarsi se non si ricorre a frequenti irrigazioni. Tuttavia, vige anche qui la regola che vuole evitare la formazione di acqua stagnante. Per innaffiare, usate acqua piovana o comunque NON calcarea. L’utilizzo di concimi a lenta cessione e lunga durata è perfetto per l’intera stagione. In primavera, consiglio interventi di potatura sugli esemplari di qualche anno: i piccoli cespi tendono infatti a ‘sdraiarsi’ nel corso del tempo, svuotandosi alla base. Per questo potrete recidere fino a 1/3 dell’arbusto e questo stimolerà una nuova e vigorosa fioritura.
In Italia è diffusa anche E. arborea: si tratta di una specie arbustiva, un vero e proprio albero la cui altezza può raggiungere i cinque/sei metri. E’ diffusa nelle zone collinari ed ha foglie aghiformi di un verde molto intenso. E’ caratterizzata da una crescita lenta, fiori profumati, penduli (più raramente eretti) che sbocciano durante il periodo primaverile. Il legno di Erica arborea viene utilizzato per produrre pipe e fornisce i rivestimenti a base di radica.
L’Erica cinerea è una pianta arbustiva, sempreverde, particolarmente rustica, la cui altezza non supera i 60 cm. A metà estate produce fiori campanulati violetti. Ha un portamento eretto ed è caratterizzata da ramoscelli cenerini e da foglie aghiformi, verticillate. Si usa per aiuole, ma soprattutto giardini rocciosi. Il nome dell’Erica scoparia deriva dal fatto che una volta veniva usata per fare le scope o per ricoprire tetti. Cresce spontanea nella macchia mediterranea ma si può trovare anche nei boschi. La sua altezza raggiunge il metro e mezzo con fiori rosa che fioriscono in primavera. Si tratta di una pianta particolarmente rustica. È facilmente infiammabile ma è anche fra le prime specie che ricolonizzano i terreni arsi dagli incendi.
L’Erica si moltiplica per talea ad inizio primavera o al termine dell’estate tagliando talee lunghe circa 5 cm dai rami laterali che verranno poste in vasi con della torba umida miscelata a sabbia grossolana a mezz’ombra ed una temperatura intorno ai 18-24°C.
La comparsa dei primi germogli indica la radicazione delle talee. Una volta che si sono irrobustite, si procede al trapianto nel vaso definitivo.
La moltiplicazione può avvenire anche per divisione dei cespi in autunno.
Corrado Sacco, Agronomo e Presidente del Garden Club di Alessandria

🖼️ Immagine di copertina: Foto di Aart Beijeman da Pixabay
