Ragni blu in giardino, gli Agapanthus
La sezione Flora e Giardini ospita racconti botanici e riflessioni verdi curati dal Garden Club di Alessandria, tra passione e divulgazione. Un angolo oggi dedicato all’Agapanthus, una pianta che abita i nostri giardini.
C’è una pianta che dovremmo diffondere maggiormente nei nostri giardini: l’Agapanto, originario dell’Africa meridionale e capace di produrre numerose infiorescenze ogni stagione estiva. Il suo uso dalle nostre parti è principalmente in vaso, anche se talvolta si può ammirare in giardini ed aiuole, specialmente in Liguria o al sud.
Qualche esemplare è stato inserito nelle aiuole intorno alla rotonda del Cavalcavia verso la Stazione Ferroviaria di Alessandria. L’Agapanto ha un fusto alto tra i 60 ed i 100 cm estremamente eretto e carnoso e produce molti fiori tubolari azzurri, bianchi o blu riuniti in ombrelle globose del diametro di 15-20 cm.
Le foglie di questa pianta sono molto caratteristiche, essendo lucide, nastriformi e lunghe sino ad 80 cm. Questa pianta rizomatosa fa parte della famiglia delle Liliaceae ed è composta da circa 10 specie, sempreverdi o decidue (anche a seconda del clima in cui vivono). Viene impiegata come elemento decorativo nei giardini, in special modo in primo o secondo piano nelle bordure miste, o per esaltare arbusti o erbacee dai fiori più grandi ed appariscenti, magari in contrasto di colori (sono molto belli quando vengono abbinati al giallo o al rosa).
La coltivazione in vaso consente invece il ritiro invernale (visto che qualche specie è poco rustica) e favorisce la fioritura, grazie allo spazio ristretto in cui sono confinate le radici. Gli agapanti preferiscono un’esposizione calda e in pieno sole, nel periodo vegetativo e soprattutto durante l’inverno (se sono in piena terra). Questo aiuterà, insieme ad un buon drenaggio ed una spessa pacciamatura, a mantenerli vitali e vederli rispuntare anno dopo anno, sempre più folti e vigorosi.
La pianta durante l’inverno va in riposo vegetativo ed il terreno prediletto dall’agapanto è ricco di elementi nutritivi e soffice: cercate di scegliere un vaso ben profondo per permettere alle radici della pianta di andare il più giù possibile e trattate il terreno con un poco di sabbia per renderlo maggiormente drenante. Per ottenere una buona crescita è importante inserire i rizomi in un substrato ricco di sostanza organica, ma al contempo ben drenato.
L’agapanto va messo a dimora in primavera, ad una profondità di 5 cm nel terreno e ad almeno 20 cm l’uno dall’altro, ma è giusto il caso di soffermarsi a spendere due parole sul rinvaso, che non è da compiersi ogni anno, va benissimo attendere almeno tre-quattro anni, dato che ama stare piuttosto ‘costretto’ altrimenti non fiorisce. Gli ibridi e le cultivar che derivano dall’A. campanulatus risultano quasi sempre più resistenti, meno quelli derivanti dall’africanus e ancor meno dal praecox.
Questa pianta non ha necessita di molta acqua, teme i ristagni eccessivi e teme oltremodo l’umidità. Innaffiate la pianta solamente a partire da aprile sino alla fine di settembre, quando il grande caldo sarà passato. Una volta che le corolle saranno appassite e ci sia avvia verso la stagione fredda bisogna interrompere le somministrazioni e lasciare pressoché asciutta l’area. Questo induce la pianta ad entrare in riposo vegetativo, indispensabile per ottenere successi nell’annata seguente. Dalla primavera alla fine della fioritura è importante aiutare la crescita con un concime specifico per bulbose e piante fiorite, scegliendo un prodotto liquido con un alto tenore in potassio. Quando gli steli fiorali cominciano ad appassire è bene invece distribuire una formulazione in cui sia prevalente il fosforo, per aiutare l’immagazzinamento di nutrienti per il superamento dell’inverno e conseguentemente far crescere l’apparato radicale.
L’agapanto si riproduce attraverso la divisione dei cespi più vecchi in autunno; la semina è un procedimento consigliabile solo se si vogliano ottenere nuove cultivar perché le piante non raggiungeranno dimensioni considerevoli prima dei 4-5 anni.
Le chiocciole e le lumache danneggiano le parti verdi dell’agapanto divorando le foglie.
Quando si maneggiano le piante di Agapanthus è opportuno usare dei guanti visto che contengono delle sostanze tossiche che potrebbero provocare irritazione della cute e delle mucose.
Nel linguaggio dei fiori esprime amore, con un significato che supera quella che è l’ideale barriera del sentimento, arrivando addirittura a rappresentare un simbolo di coesione sociale.
Corrado Sacco, Agronomo e Presidente del Garden Club di Alessandria

🖼️ Immagine di copertina: Agapantus – Immagine da Flickr – CC BY-NC-SA 2.0
