Le perle viola della Callicarpa
La Callicarpa è un arbusto ornamentale facile da coltivare, noto per le bacche viola autunnali. Cresce bene al sole, tollera il freddo e resiste a malattie. La potatura annuale stimola la fruttificazione. Bellissima accanto a sempreverdi e ortensie.
La Callicarpa è un arbusto di origine orientale, bello in ogni periodo dell’anno, anche se ci riserva una gradevole sorpresa autunnale regalandoci splendide bacche lucide di colore viola, simili a caramelline, che persistono per buona parte dell’inverno. Callicarpa deriva dal greco e significa, infatti, “bei frutti”. La sua coltivazione è estremamente semplice perché in generale è molto tollerante: si adatta bene a terreni diversi ed è sufficientemente rustica da poter essere coltivata in quasi tutta Italia.
I suoi rami hanno un aspetto tomentoso e in estate produce un’abbondante quanto minuta fioritura nei colori bianco, rosa, rosso o porpora dall’ascella fogliare. Le foglie sono più decorative, specialmente all’arrivo dell’autunno, quando si tingono di tonalità calde, nel rosa, nel porpora e nel giallo.
La corteccia della Callicarpa bodinieri (la specie più diffusa) è liscia, marrone, i rami si sviluppano verso l’alto e la pianta solitamente si mantiene al di sotto dei due metri. Le piante tendono a non autoimpollinarsi abbondantemente, quindi per avere molti più frutti in inverno è bene porre a dimora tre-quattro esemplari vicini. Questi arbusti amano le posizioni soleggiate o al massimo a mezz’ombra. In primavera si possono seminare i semi estratti dai frutti dell’anno precedente; solitamente però le nuove piante non saranno identiche alla pianta madre, ma avranno probabilmente fiori di colore diverso.
In autunno invece è più facile praticare talee semilegnose, che vanno fatte radicare in un composto costituito da sabbia e torba in parti uguali. La radicazione è abbastanza veloce (circa 60 giorni), dopo di che possiamo trasferirle in singoli vasetti con composta definitiva.
Gli esemplari adulti non temono il freddo e resistono bene anche a temperature di -15 gradi, mentre le giovani piantine non ancora sviluppate completamente, vanno protette per il primo inverno per permettere loro di rinforzarsi maggiormente. Questo arbusto è fortunatamente molto resistente alle malattie e viene attaccato di rado da parassiti. Evitiamo solamente di irrigare eccessivamente, specialmente in primavera e autunno e prediligiamo le aree al riparo dalle correnti. E’ utile predisporre una spessa pacciamatura alla base della pianta, fatta di sfalci vegetali. Le concimazioni non sono strettamente necessarie, ma il mio consiglio in autunno è quello di spargere abbondante stallatico in pellets nell’area sotto la chioma. Oltre ad arricchire il terreno proteggerà le radici dalle gelate.
La potatura della Callicarpa va effettuata alla fine dell’inverno, indicativamente a marzo, quando le gelate siano certamente terminate, accorciando i rami di un terzo almeno. L’intento sarà di stimolare la pianta a produrre molti nuovi fusti, cioè quelli fioriferi e poi portatori di bacche. Vanno eliminate tutte le branche più vecchie di 2 anni, dal diametro superiore al centimetro. Non si interviene mai invece dopo la fioritura per non causare la perdita della produzione dei bei frutti color lilla (esiste anche al versione in bianco).
Infine, se possibile, inseriamo la Callicarpa nei pressi della nostra abitazione, facendo in modo di poterla ammirare dalle finestre: in inverno donerà un tocco di vivacità al nostro giardino e sarà gradevole ammirarla in ogni momento della giornata, specialmente al tramonto. Trovo molto indicato abbinarla a sempreverdi dal fogliame lucido come Osmanthus, Aucuba o Edera, ma anche a Ortensie, Graminacee, Viburni, Anemoni e Astri settembrini, in un susseguirsi di colori caldi a contrasto con le sue belle bacche metalliche.
Corrado Sacco, Agronomo e Presidente del Garden Club di Alessandria

🖼️ Immagine di copertina: Callicarpa – Image by cor weggelaar from Pixabay
