Il regno delle farfalle: le Buddleje
Scopri il regno delle Buddleje, piante amate dalle farfalle e protagoniste di paesaggi spontanei e poetici. Il Garden Club di Alessandria ci insegna come curarle e quali sono le loro esigenze.
In natura, come nei giardini di casa, la Buddleja spicca come una regina silenziosa, capace di attirare farfalle grazie alla dolce fragranza dei suoi fiori dai colori vivaci, raccolti in infiorescenze generose. Sono un richiamo irresistibile per api, bombi e farfalle, regalando un’armonia vivente di forme e colori e facendo di questo arbusto non solo una pianta ornamentale, ma un vero e proprio tempio della biodiversità, dove la natura si incontra e si rinnova.
Il suo nome scientifico è Buddleja davidii, ed è originaria della Cina e del Tibet. Questo arbusto deciduo può raggiungere un’altezza di 3-5 metri, distinguendosi per i suoi rami arcuati e le foglie lanceolate, leggermente vellutate nella parte inferiore. Naturalmente esistono anche varietà a taglia ridotta o addirittura ‘nane’, anche con foglie variegate. Le infiorescenze si presentano come pannocchie allungate e dense, formate da piccoli fiori dai colori vivaci che spaziano come in una tavolozza: dal viola al lilla, dal bianco al rosa, fino al giallo ocra della B. globosa, e producono un nettare dolcissimo, ricco di zuccheri, che attira farfalle, api e altri impollinatori. Tra le specie di farfalle che visitano la Buddleja ci sono la vanessa dell’ortica, il macaone e il podalirio.
La capacità di prosperare anche in terreni poveri e la resistenza al gelo, hanno favorito l’ampia diffusione della Buddleja in Europa, dove è stata introdotta a metà Ottocento. Il nome del genere, Buddleja, è un omaggio al reverendo inglese Adam Buddle, botanico del XVII secolo.
La specie davidii prende il nome da padre Armand David, un missionario e naturalista francese che scoprì la pianta in Cina.
È chiamata anche “lillà dell’estate” per la sua somiglianza con il lillà e per la fioritura che si protrae nei mesi più caldi.
La Buddleja si pianta idealmente in autunno, da ottobre ai Santi, quando il terreno è più fresco e umido. Questo periodo permette alle radici di svilupparsi prima dell’arrivo della primavera, garantendo una crescita vigorosa.
La Buddleja predilige posizioni assolate e riparate dal vento. Che favoriscono una fioritura abbondante e una crescita sana. Questa pianta è poco esigente in termini di terreno, adattandosi anche a suoli poveri e sassosi. Tuttavia, il drenaggio è essenziale: i ristagni d’acqua possono comprometterne la salute. La Buddleja si può coltivare in giardino, quindi necessita di spazio sufficiente per crescere sia in altezza che in larghezza. L’arbusto deve essere piantato a una distanza di almeno 1,5-2 metri dalle altre piante per evitare sovraffollamenti.
Per chi desidera coltivarla in vaso, per poi trapiantarla in spazi più grandi, è importante scegliere un contenitore di almeno 40-50 centimetri di diametro, sempre assicurando un buon drenaggio. La potatura è fondamentale per garantire una fioritura rigogliosa e per mantenere l’arbusto in ordine. Il periodo migliore per potare la Buddleja è tra febbraio e marzo, prima dell’inizio della fase vegetativa. Consiglio di tagliare i rami dell’anno precedente a circa 10-15 centimetri dalla base. Le piante trascurate spesso tendono a spogliarsi alla base, quindi è bene osservare ogni anno il loro sviluppo ed intervenire se necessario. A volte vedo in giro potature drastiche, fatte riducendo i rami principali a circa 40 cm dal terreno; queste provocano poi uno sviluppo disordinato ed un ritardo nelle fioriture, a favore della parte vegetativa.
Vanno sicuramente rimossi i ramoscelli deboli o danneggiati, e le infiorescenze appassite durante l’estate per stimolare nuove fioriture. Innaffiate abbondantemente durante l’estate, evitando i ristagni d’acqua. In inverno, ridurrete drasticamente le annaffiature.
Utilizzate fertilizzanti a rilascio lento in primavera e autunno per favorirne la fioritura.
Gli afidi sono i principali nemici della Buddleja, ma possono essere controllati con rimedi naturali come il macerato di ortica ed aglio o tabacco. Se però avrete aerato sufficientemente la chioma, non dovrebbero esserci problemi. Ci sono altre piante da giardino o terrazzo capaci di attirare farfalle: Lavanda, Verbena, Fucsia, Petunia e il classico Girasole. Ecco come potenziare i benefici effetti dell’albero delle farfalle!
Corrado Sacco, Agronomo e Presidente del Garden Club di Alessandria

🖼️ Immagine di copertina: Image by Auroracavendish from Pixabay
