Clorodendron

Sua maestà il Clerodendro

Il Clerodendro è un arbusto ornamentale profumato. Produce fiori vistosi, bacche blu avvolte da calici fucsia e ha origini tropicali e sacre. Alcune varietà resistono al freddo, altre richiedono ambienti protetti e luminosi.

Questo mese parliamo del Clerodendro, una pianta a sviluppo arbustivo o di piccolo albero, che appartiene alla famiglia delle Verbenaceae. Le più di 300 specie di natura diversa, sono tutte accomunate dalla bellezza del fogliame, dalle caratteristiche ornamentali e dal profumo delle loro fioriture. I rami sono eretti, le foglie lungamente picciolate, opposte ed ovali. Se vengono strofinate emanano una particolare profumazione, non a tutti gradita. Presentano i margini lievemente seghettati, la pagina superiore liscia mentre quella inferiore è ricoperta da una folta e corta peluria, per resistere alla siccità estiva.

La maggior parte dei clerodendri è spogliante in inverno, ma molti sono anche di origine tropicale quindi vanno riparati o conservati in serra. I fiori, che vanno a comporre i grappoli o panicoli, sono piccoli ma molto decorativi e profumatissimi: la corolla è formata da 5 petali che contrastano con il calice rosato, mentre al centro spiccano 4 stami molto lunghi, di colori molto accesi. I frutti sono costituiti da piccole bacche sferiche blu intenso, circondate da un calice rosso-fucsia a forma di lanterna. Persistono sulla pianta per tutta la stagione invernale, da ottobre a febbraio fungendo così da fonte di cibo per gli uccelli ma attenzione, perché sono molto velenosi per l’uomo. Clerodendro è una parola derivante dal greco e formata da klerôs, ‘clero’, ‘religioso’ e, dèndron, ‘albero’. Infatti in Oriente queste piante erano considerate alberi sacri ed erano usate durante le loro cerimonie religiose. Vediamo alcune specie coltivate nelle nostre zone, più rustiche per i nostri climi, e quelle più delicate:

Clerodendron trichtomum, detto anche Clerodendro giapponese. Originario del Giappone, è stato introdotto in Italia nel 1860. Si tratta di un arbusto a portamento eretto e globoso, che può arrivare ad avere una altezza di 5-7 metri. Le grandi foglie verde scuro, sono opposte, decidue, ruvide sulla pagina superiore e tomentose su quella inferiore. Tra agosto e settembre compaiono i profumatissimi fiori: bianchi con calice bianco-rosato e quattro stami molto lunghi. Subito dopo appaiono le bacche di un bel blu scuro, quasi nero, e sfumature turchesi. Circondate da calici rosso-fucsia, si disseminano qua e là, per cui vi ritroverete piantine in giro per il giardino. È una pianta che cresce abbastanza rapidamente e resiste fino a -15°C. Interessanti le due varietà: “Carnival”, con foglie verde-blu e margini irregolari sfumati di giallo-grigio e “Fargesii”, con foglie dai riflessi bronzei e fruttificazione abbondante

Clerodendron bungei. proveniente dalla Cina, è una specie arbustiva che può raggiungere i 1,5-2,5 m di altezza. Le foglie decidue e a forma di cuore, hanno i margini dentati. Di colore verde scuro sulla pagina superiore, su quella inferiore sono coperte da peli rossastri. Se vengono strofinate emettono un odore sgradevole. Molto profumati invece i fiori: ricordano delle ortensie di un bel rosa brillante, in piena estate. Si tratta di una specie semi-rustica che preferisce posizioni ben illuminate, ma al riparo dai raggi diretti del sole, magari in prossimità di un muro riparatore. Per mia esperienza soffre più la siccità che il freddo, tuttavia una bella pacciamatura invernale di foglie secche può aiutare. Semplice da moltiplicare in quanto forma polloni radicali che basta estrarre a fine estate per poi ripiantarli subito a dimora.

Clerodendron myricoides ‘ugandense’.
E’ uno spettacolare arbusto originario dell’Africa tropicale, alto 1-3 m, dalle foglie ovate, verde bluastro sulla pagina superiore, piu’ chiare e tomentose su quella inferiore. I fiori, simili a farfalle svolazzanti, hanno petali di tutte le sfumature del celeste, blu e viola, e sbocciano dalla primavera all’autunno in panicoli terminali. Semi-sempreverde, puo’ raggiungere i 2,50-3 metri di altezza e i 2 di larghezza. Facile da moltiplicare tramite talea, ma rispetto alle altre due varietà sopracitate, molto rustiche, il Clerodendrum ugandense è piuttosto delicato: soffre ad una temperatura inferiore ai 10°C e richiede un ambiente luminoso ed umido ma riparato dai raggi. Ma vale assolutamente la pena di coltivarlo.

Clerodendron fragrans, altra specie arbustiva piuttosto delicata e adatta alla serra, ma estremamente bella e decorativa, con le sue ombrelle di fiori bianchi simili a rose profumate che compaiono all’inizio dell’autunno. Arriva a misurare un’altezza di 0,5-3 metri. E’ caratterizzata da foglie ovate, pelose e grigiastre.

In ambito erboristico, le foglie di Clerodendro vengono utilizzate per la loro attività ipotensiva e, nei luoghi nativi, si utilizzano per preparare un decotto ad uso esterno da applicare come antispasmodico, antinfiammatorio, antielmintico. Da ricordare un unico difetto: sopporta poco le esposizioni ventose ed il salino, quindi non ama essere coltivato nei giardini di riviera.

Corrado Sacco, Agronomo e Presidente del Garden Club di Alessandria

🖼️ Immagine di copertina: Immagine da Pixabay

Altre letture